COME OPERANO I PEDOFILI
Pubblicato da Oreius, il 4 maggio 2008 8:01 1 Commento
(L'autore del testo che segue è C.S. Downey, traduzione mia.)
Quando un pedofilo prende di mira dei bambini, di solito usa delle tattiche specifiche per raggiungere non solo loro, ma anche i loro genitori. I pedofili hanno un "modus operandi" comune dal quale raramente deviano. Sapendo come si comportano, è possibile riconoscerli e riuscire a impedirgli di mettere le mani sui bambini.
Bisogna ricordare che i molestatori di bambini sono predatori: inseguono e cacciano le loro prede attentamente e con astuzia.
La prima delle fasi di cui parleremo è l'adescamento (il "grooming"). In questa fase il pedofilo cerca di sviluppare un'amicizia con il bambino, creando un legame con lui (o lei) e preparandolo al momento del contatto sessuale.
Una delle prime cose che un predatore fa è scegliere i genitori. Cercherà di capire fino a che punto può spingersi e valutare se può approfittarne in qualche modo. Rendersi utile, sedurli con la sua simpatia, guadagnare la loro fiducia: sono questi gli obiettivi che il predatore si prefigge per poter ottenere accesso alla famiglia che ha scelto [quando non è già parte della famiglia per legami di parentela, n.d.t.], in modo che non ricadano su di lui sospetti per qualche comportamento inappropriato.
I molestatori sono bugiardi. Mentono perché possono e perché le loro vittime vogliono credergli. Creano una falsa immagine di sè, facendosi passare come persone perbene, innocue, in modo da fornirsi una sorta di alibi e dei sostenitori in caso di un'accusa futura. La gestione dell'immagine personale viene pianificata e curata attentamente, con il solo scopo di ottenere la fiducia del prossimo.
Va precisato che il molestatore di bambini può essere chiunque - uomo, donna, single, sposato, omosessuale o eterosessuale, giovane o anziano, spigliato o silenzioso... Solo perché un uomo ha una moglie e magari anche dei bambini propri, non significa che non possa essere un pedofilo.
Proprio perché questi predatori non sono identificabili in base all'aspetto, bisogna osservare con attenzione il loro comportamento in modo da poterli identificare.
Spesso quando si scopre che una certa persona è un molestatore di bambini, la gente commenta con frasi del tipo: "Non avrei mai sospettato che una persona come quella potesse fare una cosa del genere!" Questo perché i pedofili sanno diventare amici degli adulti, aiutandoli, essendo simpatici e amichevoli, facendo le cose che un amico farebbe. Ma non lo fanno per chissà quale buona disposizione d'animo; lo fanno per arrivare ai vostri figli.
Quando un molestatore viene scoperto, va sulla difensiva e se viene messo alle strette arriva a minacciare chi lo accusa. È qui che entra in gioco la "gestione dell'immagine" di cui parlavamo prima: essendosi preventivamente creato ad arte l'immagine di una persona pulita e rispettabile, il predatore è riuscito a convincere della sua innocenza la comunità in cui vive, e può dunque permettersi di sostenere che chi lo accusa (la vera vittima) sta mentendo e sta cercando di distruggere la sua vita e la sua buona reputazione.
La maggior parte delle molestie vengono giustificate utilizzando delle scuse. Vediamone alcune:
Incomprensione: "La bambina stava cercando di infilarsi il costumino e aveva bisogno di aiuto".
Motivi di salute: "Mi sembrava che avesse la temperatura alta. Stavo solo controllando. Non stavo facendo nulla di male".
Scaricare la colpa: "La verità è che ai suoi genitori non sono mai piaciuto. Dicono queste cose orribili su di me solo per tenermi lontano dai loro figli".
Igiene personale: "Gli stavo solo facendo un bagnetto. A 8 anni non si è abbastanza grandi per aver bisogno di aiuto per lavarsi".
Educazione sessuale: "Era curioso e mi ha fatto qualche domanda. Gli stavo parlando delle api e dei fiori".
Come potete proteggere i vostri figli?
Parlate con loro - I genitori sono l'unica arma efficace nella lotta contro gli abusi sessuali sui minori. Dialogate con i vostri figli, con calma, e mostrando interesse e affetto per loro.
Ascoltateli - Anche i bambini più piccoli hanno bisogno di poter parlare dei loro pensieri, sentimenti e paure. È importante che riserviate del tempo per ascoltare i vostri figli.
Insegnate ai vostri figli - Insegnategli a fidarsi del loro istinto. Ditegli che va bene dire "no", e di non aver paura di apparire scortesi se è per proteggere se stessi. Parlategli della differenza tra un tocco normale e un tocco sbagliato (cioè nella zona coperta dalla biancheria intima). Accertatevi che i vostri figli sappiano di potersi fidare di voi e confidarsi quando devono dirvi qualcosa di importante o che li fa sentire a disagio, di qualunque cosa si tratti. Mantenere certi segreti può essere non solo sbagliato, ma pericoloso. Tralasciare di insegnare loro queste cose può offrire ai predatori il vantaggio di essere loro ad insegnargli ciò che essi vogliono.
State attenti - Non siate apprensivi, ma prestate comunque molta attenzione. I bambini si distraggono facilmente e spesso non riconoscono i pericoli fino a quando non è troppo tardi.
Infine, siate consapevoli di dove si trovano i vostri figli, come stanno trascorrendo il tempo e con chi.
RIGNANO: "NESSUN ABUSO, ECCO LA PROVA!"
Dal web, pubblicato il 21 febbraio 2008 14:45 1 Commento
"Oggi si è consumata, ad opera della stampa, una terribile violenza ai danni di una bambina che, con grande fatica, si è trovata a dover raccontare davanti al Gip di Tivoli, la sua verità sugli abusi all’asilo di Rignano Flaminio. E’ una bambina che, come racconta il suo avvocato ad una delle poche agenzie di stampa che lo hanno intervistato, (Apcom) “...ha sempre negato di aver partecipato ai giochi a cui venivano sottoposti i suoi compagni di scuola”, ha sempre detto “di averne solo sentito parlare dai compagni e dalla mamma, come meccanismo di difesa, per evitare di approfondire”.
Però di quei giochi conosce l'esistenza e, come riferisce un’altra agenzia, ha subìto un trauma. Inoltre, dopo essere stata sottoposta all’esame tossicologico, è risultata positiva alle benzodiazepine. Cosa sono e quali effetti possono provocare le benzodiazepine se assunte dai bambini? “….Le Benzodiazepine agiscono sul sistema nervoso centrale con una azione definita "depressiva" che in questo caso si riferisce all'azione inibitoria, sedativa di questi farmaci. Come per tutte le sostanze che hanno un'azione simile, la risposta di chi prende tali farmaci dipende dal dosaggio e varia da persona a persona: a bassissime dosi eccita, alzando le dosi eccita ulteriormente, alzandole ancora di più provoca sonno e in casi di dosi estremamente massicce (sovradosaggio) porta a gravi stati di malessere psicofisico fino anche al coma”. Quali effetti collaterali possono avere? “Irrequietezza collera incubi allucinazioni psicosi alterazione del comportamento reazioni ridotta funzione muscolare e, soprattutto nei bambini e negli anziani, amnesie associate all’alterazione del comportamento.” “L’assunzione di Benzodiazepine associata all’assunzione di alcol o altre sostanze, ne potenzia l’effetto depressivo, provocando altri pericolosi effetti collaterali….”
Di assunzione di farmaci parlano tutti i bambini di Rignano. Ho pubblicato una sintesi delle loro testimonianze e anche chi ama fare il copia-incolla degli articoli, ha preferito copiarne solo una parte, perché troppo duro da sopportare (Rignano: i racconti dei bambini).
A quegli stralci si è aggiunta l’agghiacciante testimonianza del bambino che, non più di tre giorni fa, ha riferito di essere stato legato al letto e messo in una vasca da bagno, con qualcuno che gli spingeva la testa sott’acqua (link alla testimonianza). Questa notizia, però, non ha meritato più di sei articoli. Questa agghiacciante testimonianza non ha meritato neppure l’attenzione dell’Ansa. E oggi, la bambina che vuole difendersi dall’orrore, è stata trattata da gran parte della stampa come la “prova” che la terribile storia di Rignano è solo una “montatura”. Ma quei giornalisti non si interessano di psicologia, né di neuropsichiatria infantile. Quei giornalisti non si interessano di leggi, né di valore probatorio delle testimonianze. Loro sparano un titolo, di cui non conoscono neppure il significato. Tutti pronti a lapidare il singolo pedofilo recidivo, ma terrorizzati all’idea di scoprire che il loro amico del cuore potrebbe essere un mostro.
La pedofilia non si combatte così. Non esistono più persone "insospettabili" e le vittime, soprattutto se minori, si rispettano, non si giudicano. Le sentenze le emettono i giudici, non i giornalisti. Il nostro, purtroppo, è un paese che culturalmente non tutela i minori, i deboli, gli indifesi. E non so neppure quanti anni ci vorranno per cambiare una mentalità così radicata. I minori non contano nulla, se non per vendere loro nuovi giocattoli o nuove merendine. Le multe al Tg5, gli interventi del garante della Privacy, gli interventi dell’Associazione Magistrati per i Minorenni, gli appelli delle associazioni a rispettare la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo… Sono mesi che questi e tanti altri organismi raccomandano una maggiore attenzione nel trattare fatti di cronaca che riguardano i bambini, eppure tutti questi moniti cadono miseramente nel vuoto. Nel vuoto culturale, nell’arrivismo senza freni, nella noncuranza e nell’assoluta mancanza di coscienza civile di tante persone che, al momento giusto, sono andate ad occupare il posto sbagliato."
L'articolo sopra riportato è tratto dal sito di Roberta Lerici.
In questi giorni televisione e stampa hanno dato enorme enfasi all'incidente probatorio, ma per qualche strano motivo nessuno ha ricordato che al momento quasi tutti i bambini ascoltati (6 su 7) hanno parlato e hanno descritto nei minimi particolari persone e luoghi che nessun genitore conosceva.
Non c'è più molto da dire intorno alla condotta di chi nel nostro Paese dovrebbe fare informazione in maniera imparziale e invece...
In quanto a quell'unica bambina che ha ritrattato (che, voglio ricordarlo, aveva 3 anni all'epoca dei fatti, e dalle analisi risulta che fu anche narcotizzata), mi sento di consigliare ai signori della stampa e agli avvocati della difesa degli imputati la seguente lettura.
Chissà, forse potrebbero capire. Se volessero. O se gli facesse comodo.
Il modello NRR nella rivelazione dell’abuso
"Uno studio oramai storico, prodotto da Bradley e Wood dell’Università del Texas e pubblicato su Child Abuse e Neglect nel gennaio del 1996, analizza i meccanismi di rivelazione delle violenze sessuali da parte dei bambini come dei veri e propri “percorsi dinamici” al cui interno possono trovare posto, senza inficiare la veridicità delle affermazioni, anche temporanee ritrattazioni e successive riaffermazioni. La ricerca di Bradley e Wood descrive la dinamica ricorrente della ritrattazione attraverso un modello definito NRR (negazione-ritrattazione-riaffermazione) che per i due prestigiosi Autori riveste carattere di normalità. Il campione studiato comprende 234 casi di abuso sessuale ai danni di bambini confermati dai servizi sociali di El Paso in Texas. In pratica le piccole vittime di abuso frequentemente (in più del 25% dei casi analizzati), dopo un primo racconto (spontaneo) della violenza subita avevano ritrattato quanto detto per ragioni diverse e, in un secondo tempo, avevano ribadito la loro vittimizzazione. Sorenson e Snow, qualche anno dopo, raggiungono risultati empirici analoghi attraverso un loro studio sistematico, ribadendo la non correlazione tra ritrattazione e non-affidabilità del testimone".
TESTIMONIANZA: L'"AMORE" DEI PEDOFILI
Dal web, pubblicato il 20 gennaio 2008 17:14 0 Commenti
Difficile parlare di sé, davvero difficile… difficile soprattutto quando si celano nel proprio cuore tanti segreti, tanto dolori…
Sono una ragazza di 23 anni, una ragazza che molti reputano timida, chiusa… ma credo che mai nessuno abbia capito i veri motivi per cui io sono così… Convivo con un grande dolore dall’età di otto anni. Ero una bambina così bella, innocente, una bambina che credeva nelle favole e per cui non esistevano mostri cattivi. E invece esistono, eccome se esistono! Esistono anche e soprattutto tra quelle persone di cui ti fidi ciecamente…quelle persone di cui non dubiteresti mai! Ho sempre vissuto in una famiglia che mi ha amata, ma che non mi ha mai capita… Forse per troppo amore o forse perché "i mostri cattivi esistono solo per gli altri", loro non hanno mai capito cosa succedeva a loro figlia… Per il suo bene, per cercare di spronarla da quella che loro credevano esser timidezza, la incoraggiavano a giocare con il suo "amico del cuore", colui che consideravo il mio secondo papà!
"Di me ti devi fidare, io non ti farò mai del male... E non dir nulla ai tuoi, perché li faresti soffrire". Ebbene si, ho tenuto questo segreto nel mio cuore e continuerò a farlo. Spesso mi sono sentita dalla parte del torto, perché coloro che al posto del cuore hanno una pietra, coloro che sono così mostri hanno anche la capacità di inculcare vergogna nelle povere vittime… così tanta vergogna che queste povere vittime continueranno a vivere la loro vita credendo di essere colpevoli… Non potrei mai dare un dolore così grande ai miei… la mia vita è andata avanti, nonostante quell’anno… quelle domeniche passate a "giocare" con lui… tremavo, piangevo, mi rinchiudevo in bagno chiedendo a Lui Lassù di darmi la forza di andare avanti!
Oggi sono quasi una donna, ma mai nessuno potrà togliermi il dolore che vive nei meandri più nascosti del mio cuore… e che ogni tanto riaffiora! Perché la pedofilia uccide l’innocenza dei bimbi… quel mostro ha ucciso la mia infanzia… e certi ricordi lasciano il segno, per sempre… perché quando la persona che credi un secondo papà ti considera solo un divertimento sessuale, ti crolla il mondo addosso e perdi qualsiasi fiducia in te stessa! Perché questa società bigotta ed egoista spesso fa sentire le povere vittime colpevoli del reato di pedofilia… colpevoli di cosa? Di aver creduto che la realtà fosse bella, di aver sperato che le favole non fossero scritte soltanto nei libri??? E’ terribile vivere certe esperienze, è ancora più terribile tenersi tutto dentro e vivere con una maschera per non causare altro dolore a chi mi vuole bene… perché si sentirebbero in colpa per non esser stati dei buoni genitori…e non è assolutamente vero! E' che loro mi hanno amata e mi amano così tanto che farebbero l'impossibile per me… Ma questo mondo crudele annienta le persone buone, questo mondo tremendo non ha più giustizia… Io credo che Lui Lassù un giorno ci ricompenserà, perché solo la Sua presenza mi ha dato la forza di vivere nonostante il ricordo di quel periodo… solo la fede mi ha aiutata ad andare avanti, anche se gli spettri del passato non svaniscono! Vorrei far tanto per aiutare chi è in difficoltà, perché credo che noi povere vittime siamo delle persone speciali e dobbiamo sostenerci a vicenda! Certo, non cambieremo più le nostre vite, non dimenticheremo mai le nostre sofferenze, ma almeno potremo cercare di salvare quante più vittime possibili! Perché non c’è nulla di più meschino e ripugnante che far del male a chi non merita, a chi non sa nemmeno cos'è il male!
(lettera di una lettrice del blog L'inferno degli angeli)
SACERDOTE ARRESTATO PER PEDOFILIA
Dal web, pubblicato il 21 dicembre 2007 23:50 0 Commenti
"Sorpreso in auto dai carabinieri con un alunno. Erano andati a comprare i colori per il presepe"
(Casal di Principe) Il viceparroco della chiesa del Santissimo Salvatore, a Casal di Principe, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su un bambino di 12 anni. Don Marco Cerullo, 32 anni, insegnante di religione a Villa Literno, è stato sorpreso dai carabinieri mentre si trovava in auto con il bimbo in una zona appartata del paese. A insospettire la pattuglia era stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. È per questo che la pattuglia dei carabinieri si sono avvicinati e hanno visto che sul sedile anteriore c'era un uomo, disteso.
(segnalato da Steve - per visualizzare la notizia completa: www.ilmattino.it)
MA I PEDOFILI NON GUARISCONO
Dal web, pubblicato il 13 dicembre 2007 18:11 0 Commenti
Lo afferma lo psicologo che cura, fra gli altri, anche i preti che abusano di minorenni. Per questo, spiega, non è prudente lasciarli al loro incarico. Amezzo chilometro dalla Basilica di San Pietro, in Vaticano, lavora un professionista che conosce i più cupi segreti di alcuni membri del clero. Non è un confessore ma un clinico. Poco meno di sessant’anni, origini pugliesi, uomo di scienza prima che uomo di fede, Aureliano Pacciolla insegna psicologia della personalità alla Lumsa ed è psicoterapeuta orientato verso l’ipnosi e il cognitivismo. Dirige la collana Psicologia e interdisciplinarità dell’editore Laurus Robuffo ed è consulente tecnico del tribunale di Roma. Il suo campo d’azione specifico riguarda l’abuso sessuale: in particolare l’abuso su minorenni e la pedofilia.
In qualità di terapeuta tenta il recupero di pazienti che si sono macchiati di questi reati anche all’interno del clero. In veste di studioso e ricercatore, è chiamato a tenere corsi di aggiornamento per superiori del clero, su questi temi.
«Il primo caso di cui mi sono occupato riguardava un laico e mi ha insegnato che riconoscere un pedofilo non è cosa semplice, anche se sei un esperto» spiega Pacciolla. «Bruno aveva 35 anni e veniva da me per curare i suoi stati d’ansia dovuti alla separazione dalla moglie e alla disoccupazione. Dopo 2 anni di trattamento, di punto in bianco, mi rivelò che molto tempo prima aveva abusato di sua figlia, quando lei aveva 4 anni. La toccava mentre dormiva». Come andò a finire? La ragazza a 16 anni soffriva di stati dissociativi che non le permettevano di studiare con profitto. Il padre sparì poco dopo avermi rivelato il suo segreto. Quando vide il primo pedofilo in abito talare? Era il 1995 e mi trovavo fuori Roma. Un viceparroco di 29 anni trovò un pretesto per avvicinarmi e mi confidò che allenava la squadra di calcio dell’oratorio e al termine delle partite si improvvisava massaggiatore per toccare i bambini di 8-9 anni. Dopo il racconto, non si fece più vivo. Ricordo anche il caso di un frate straniero 55enne: da un lato aveva un’autentica ossessione per l’orario delle messe e per alcune sequenze di preghiere; dall’altro metteva in pratica fantasie masturbatorie con bambini, con la scusa che «anche loro sorridevano». Messo di fronte al fatto che un bambino non può scegliere liberamente di partecipare a un atto sessuale, dopo tre sedute si volatilizzò pure lui. In entrambi i casi segnalai i soggetti al vescovo di riferimento e all’autorità giudiziaria.
Lei denuncia i suoi pazienti?
L’obbligo di referto prevale sul segreto professionale quando è a rischio un bene comune. Poiché arrestare le tendenze pedofile di un soggetto è impossibile, occorre impedirgli di delinquere ulteriormente. Le sue segnalazioni hanno sempre effetto? Intervenni ripetutamente contro un prete che aveva abusato di sette adolescenti e pretendeva addirittura di farsi nominare superiore. Non finì in galera ma restò al suo posto. A poco a poco le famiglie coinvolte ritirarono le denunce e il caso si spense. Ma di certo quel frate non è guarito.
Un pedofilo è incurabile?
Curabile ma inguaribile, a mio parere. Primo, è veramente difficile che un pedofilo venga a chiedere aiuto da solo: arriva in terapia per altri disturbi o se viene implicato in vicende giudiziarie. Secondo, un pedofilo non riconosce la propria inclinazione, oppure non ritiene che abbia una connotazione negativa. Terzo, trattandosi di una preferenza sessuale, è pressoché impossibile variarla clinicamente. Quarto, messo davanti ai dati di fatto, in poche sedute il pedofilo abbandona il trattamento. Cosa pensa dell’ipotesi di castrazione chimica? Elimina solo l’erezione ma il pedofilo resta tale e sfoga le proprie pulsioni con altre parti del corpo, anche con maggiore veemenza a causa della frustrazione. Come si interviene allora su un paziente affetto da pedofilia? Somministrandogli antidepressivi Ssri a basso dosaggio lo si rende più permeabile al colloquio psicoterapeutico. In quella sede è possibile abituarlo a riconoscere in anticipo le immagini mentali che lo portano all’eccitazione, aumentando quindi le sue possibilità di autocontrollo. Ma anche quando il soggetto è collaborativo resta come un vulcano spento che può esplodere improvvisamente. Per questa ragione non credo sia prudente che i sacerdoti pedofili tornino ai loro incarichi.
Il Vaticano cosa le dice?
Personalmente non ho mai subito alcuna censura, anche se so che in non pochi casi è stata messa in atto una vera e propria «cover up policy» da parte di soggetti ecclesiastici. Non sempre le autorità ecclesiastiche hanno collaborato con le indagini delle autorità giudiziarie. Ora sembra che vi sia maggiore disponibilità, ma le resistenze sono ancora eccessive. In tribunale i casi di pedofilia in seno al clero sono sempre più frequenti.
Il fenomeno è in crescita?
È solo una questione di visibilità. Il clero dei paesi anglosassoni ha una maggiore percentuale di casi di pedofilia conclamata perché i loro sistemi giudiziari vantano certezza e immediatezza della pena. Al contrario, dove la pena è solo probabile e lontana nel tempo, la denuncia diventa una fonte di stress per la vittima e i suoi familiari. Alcuni poi ritengono che nelle culture latine, a prevalenza cattolica, sia più facile per la Chiesa tenere nascosta un’infamia.
Ci sono differenze tra pedofili laici ed ecclesiastici?
No. Le cause sono comuni: traumi subiti in infanzia o desiderio di provare nuove esperienze. Per tutti e due la pedofilia può essere una patologia, se la tendenza è stabile nel tempo, o soltanto un reato, per il quale basta un unico atto sessuale.
Chi è la vittima tipo del prete pedofilo?
I sacerdoti abusanti di orientamento eterosessuale molestano di solito le fedeli adulte e, meno frequentemente, suore e bambine. I sacerdoti pedofili con orientamento omosessuale, invece, statisticamente prediligono i bambini, specialmente prepuberi.
Cosa succede a questi bambini quando diventano grandi?
Difficile dirlo. Molti accusano un grave disturbo di personalità, detto borderline. Spesso i maschi esternalizzano la sofferenza diventando a loro volta abusanti, mentre le femmine soffrono in modo più intimo.
Si è mai lasciato sopraffare dall’orrore di un racconto?
Non posso dimenticare la storia di un quarantenne che dopo aver abusato della figlia primogenita, ormai diciassettenne, si era dedicato ai due gemelli secondogeniti, dodicenni: un maschio e una femmina. Violentava entrambi e, quando la bimba rimase incinta, la portò ad abortire firmando perché uscisse in anticipo dall’ospedale per poterla subito violentare di nuovo. Al termine dell’incidente probatorio andai nel bagno del tribunale a piangere.
(tratto da www.bambinicoraggiosi.com - fonte dell'articolo: "Panorama" n. 50, dicembre 2007)
BRESCIA: ARRESTATO VICEDIRETTORE DEL SEMINARIO
Pubblicato da Oreius, il 27 novembre 2007 19:54 0 Commenti
BRESCIA - Il vicedirettore del seminario della diocesi di Brescia, Marco Baresi, 38 anni, è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile per pedofilia.
Gli agenti hanno eseguito un ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Brescia.
Le accuse per il sacerdote sono di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico.
DI CHI LA COLPA?
Pubblicato da Oreius, il 10 novembre 2007 8:07 1 Commento
Madre si fa giustizia da sè ferendo l'abusante del proprio bimbo e uccidendone la moglie:
http://massimilianofrassi.splinder.com/post/14648499
Dopo il gesto disperato di questa donna il presunto pedofilo, Luigi Campignone, è stato iscritto nel registro degli indagati come indiziato. E intanto comincia a venir fuori qualcosa:
"Avrebbe persino descritto la camera da letto dove si sarebbero consumati gli abusi, il bimbo figlio della donna di Parabita (Lecce) che ha ucciso la moglie del sarto, presunto molestatore del piccolo. In poco meno di due ore, il bambino di 7 anni avrebbe confermato agli inquirenti quanto sostenuto da sua madre, che proprio a causa di quelle molestie, ha ferito l'anziano e ne ha ucciso la moglie." (fonte Tgcom)
GLI INSOSPETTABILI
Pubblicato da Oreius, il 29 ottobre 2007 8:34 0 Commenti

La persona ritratta nella foto che vedete qui sopra è Kevin Brown.
All'apparenza un genitore affettuoso, un marito esemplare. Il bimbetto biondo che vedete con lui nella foto è Micah, suo figlio.
Oltre ad essere sposato e padre di un bimbo piccolo, c'è però un altro piccolo particolare: Brown è un "girllover", ossia un pedofilo attratto dalle bambine (i "boylover" sono invece attratti dai bambini - entrambi i termini sono stati inventati dagli stessi pedofili alcuni anni fa per non essere identificati con parole come "pedofili", "molestatori", o "perversi").
A questo punto lascio alle sue stesse parole il compito di descriverlo:
"Il mio nome è Kevin Brown, di Indianapolis, e sono un membro del NAMBLA [la nota organizzazione pedofila americana, n.d.r.].
"Sono sempre stato attratto dalle bambine sotto i 10 anni. ... Mi piace tenere le bambine per mano, strofinargli la schiena, accarezzargli i capelli, guardargli i vestiti, e cento altre cose. Oggi queste cose mi mancano nella mia vita. Sono piaciute molto anche alle bambine che sono state con me.
"Quando avevo 14 anni ho obbligato due bambine a fare sesso con me. Devo avergli causato parecchi danni, visto com'ero violento e manipolatore. ... Una volta abbiamo violentato in gruppo una ragazza adolescente, è così che ho perso la verginità.
"In un caso la madre della bambina con cui ero sapeva che ero un pedofilo ma si fidava di me. Sono stato benissimo con sua figlia.
"Sono uscito allo scoperto contro la mia volontà, quando la mia famiglia un giorno mi scoprì a masturbarmi davanti alla foto della sorellina di un amico.
"Una volta ero a una festa e questa ragazza aveva una foto della sorellina piccola nuda che faceva il bagnetto. Fui scoperto mentre mi masturbavo davanti alla foto...
"Sono ancora un pedofilo. Tutte le terapie del mondo non mi hanno cambiato né hanno cambiato il mio modo di vedere le cose. Mi manca la presenza delle bambine nella mia vita."
Ora forse penserete che una persona del genere abbia il buon senso di tacere... Brown invece, come sempre più pedofili fanno ultimamente, ha deciso che è ora di far sapere al mondo che la pedofilia è un orientamento sessuale al pari dell'omosessualità, che la società li opprime e li perseguita, che il sesso ai bambini fa bene, e che è ora che i pedofili vengano allo scoperto e si impegnino in forme di attivismo per l'accettazione della pedofilia nella nostra società.
Così facendo, però, è stato isolato dalla sua stessa famiglia e ha perso in un colpo solo la moglie e il figlio. Lui intanto si è trovato un gruppo di ricerca presso una non meglio specificata "nota Università inglese", da lui stesso diretto, ed è impegnato nella produzione di documentazioni scientifiche per i fini di cui si parlava prima.
In attesa di leggere quelle illuminanti ricerche, vi lascio una delle perle di saggezza di Brown. Così, la prossima volta che vi capiterà di leggere le prediche di un boylover o di un girllover su qualche sito, saprete con che razza di ipocriti avete a che fare:
"Il nostro obiettivo è di promuovere una vita migliore per gli individui attratti dai minorenni [i pedofili, n.d.r.], una vita nella quale ci sia il rispetto fondamentale per la nostra libertà e decenza come membri preziosi della società."
RIGNANO: PARLA UNA MAMMA
Dal web, pubblicato il 10 ottobre 2007 19:20 0 Commenti
(fonte: Libero.it)
Antonella è una mamma, e vive a Rignano Flaminio. Ha aperto il suo diario online poche settimane fa: e l'ha battezzato Pedofilia - attivarsi per difendere i nostri figli. Il suo blog comincia proprio con un post che riprende i drammatici avvenimenti che avrebbero avuto luogo nella materna del piccolo comune laziale. Il figlio di Antonella frequenta lo stesso istututo, ma fa le elementari, Lei commenta l'accaduto, pone le sue domande e racconta fatti insoliti e inquietanti che le sono successi di recente: ha ricevuto in "dono" una carcassa di un roditore, la scorsa settimana. Prima ancora le hanno rigato l'auto. «All'inizio della storia Rignano ho ricevuto, in qualità di persona pro-bambini, vari epiteti che per decenza non riporto qui e poi il danneggiamento della mia autovettura a cura dei soliti ignoti (fatto comunque debitamente denunciato ai Carabinieri). Non posso non pensare che questo non sia una sorta di minaccia/avvertimento», scrive.
Antonella, raccontaci cos'è accaduto
Ho ricevuto in regalo un ratto morto. Questo potrebbe essere anche lo scherzo di un buontempone. Magari anche di un ragazzetto di 13-14 anni, mi ricordo che le stupidate a quell'età le facevo pure io. Però siccome fin dall'inizio di questa storia la sottoscritta e altre persone hanno subìto il danneggiamento delle automobili, rigature chiaramente fatte apposta, alle minacce ci penso. Non ne sono convinta ma comunque ho levato la mia foto sul blog: mi hanno consigliato che era meglio fare così. A Rignano tira un'aria irrespirabile da mesi, non da settimane.
Cos'hai fatto per esporti? Hai preso parte a cortei, fiaccolate?
No, le fiaccolate le abbiamo lasciate fare agli altri. Insieme ad altre persone abbiamo formato un'associazione di genitori, cercando semplicemente di capire cosa fosse successo. Fin dal mese di ottobre ci siamo mossi per far sì che venissero modificati degli atteggiamenti che si avevano nella scuola. Sfido chiunque a non farlo: mi dicono che succede qualcosa dentro all'istituto, io ci metto mio figlio lì ed è normale che mi senta di dovere fare qualcosa.
Che accadeva a scuola?
Atteggiamenti di chiusura. Tutto l'istituto, non solo la materna ma anche le elementari e le medie hanno solidarizzato con le maestre, quelle che poi sono state arrestate. La domanda che facevo sul mio blog eè: come mai le maestre dell'istituto una volta uscita la cosa si sono subito rivolte a centro di documentazione Falsi Abusi e non si sono difesi pubblicamente dicendo "Io non c’entro niente", se si ritenevano innocenti? Io non condanno, ma l'atteggiamento è stato questo. L'ultimo giorno di dicembre, prima delle vacanze di Natale, mio figlio a scuola non ce l'ho mandato.
Perché?
Perché ci hanno proibito di vedere le recite. Non solo. Una volta per le festività i bambini preparavano i cosiddetti lavoretti: a noi quest'anno è stato proibito tutto. Tutti i lavori manuali che fanno rimangono dentro la scuola. Noi non abbiamo la possibilità di vederli, né di prenderci la soddisfazione di vedere cosa i nostri figli producono a scuola. L'ultimo regalo che ho visto è stato il Natale dello scorso anno: una palla di polistirolo dipinta da lui, che abbiamo appeso all'albero.
Cosa credi abbia spinto l'istituto a una mossa del genere?
È sembrato quasi un discorso punitivo per tutti. Il mio lo definirei uno schierarsi ma tra virgolette, non faccio un'accusa precisa, perché non dico "tizio, caio e sempronio hanno fatto" ma "qualcosa è successo, si deve verificare cosa". Nel frattempo, mentre ci si accerta dell'accaduto, le famiglie e i bambini che hanno bisogno di socializzare devono essere messi in condizioni di avere questa possibilità. Questo atteggiamento di chiusura della scuola è stata punitiva per tutti, per i più piccoli e per i bambini più grandi. Il perché lo debbo capire. Ad oggi c'è l'autonomia scolastica e la preside ha fatto il bello e il cattivo tempo. Chiaramente noi siamo rimasti ulteriormente scottati da questo. Ti chiedi: "Io che c’entro?". Se sono una persona che ha un senso civile e una propria moralità e so che un bambino è in difficoltà io mi schiero dalla sua parte, perché sono un essere umano che rispetta la vita, soprattutto una così piccola. E che potrebbe essere il futuro di mio figlio, un'ipotetica fidanzata o moglie. La vicenda è molto contorta e nebulosa. Forse io sono diventata sospettosa nel corso degli anni ma tutto questo non mi fa ben pensare.
Tuo figlio ti ha fatto domande in merito alla vicenda?
Assolutamente, non è un bambino che fa molte domande. Credo che le curiosità rimangano per lo più tra di loro, quando si confrontano tra coetanei o bambini che hanno un anno in più, ma un anno per loro è importante.
Speri nella giustizia?
Se devo parlare come essere umano ti dico sì, se devo farlo come persona razionale ti dico no. Ci sono talmente tanti dubbi su tutte le persone che girano intorno a questa storia. Il mio pensiero è piuttosto negativo sul fatto che ci saranno delle giuste condanne. Alla mia età, ho 45 anni, per il tipo di vita che ho fatto e per le persone che ho incontrato, ti dico che qui tutto è acquistabile, eccetto la serenità, che si conquista. Per cui bisogna vedere quanti sono i "paganti" e quanti sono quelli "che ricevono". Quanti hanno interesse che tutto questo finisca, come hanno detto all'inizio, in una bolla di sapone. Ben venga! Magari come spesso succede vengono e ti dicono: "Non è successo niente, tuo figlio sta benissimo".
Ma è così. Alcuni di questi bimbi presentano sintomi riconducibili ad abusi
L'incidente probatorio sarà per 19 bambini che hanno già seguito un percorso seguiti dagli psicologi di vari istituti. Bambini che stanno male e per cui le reazioni possono essere riconducibili ad una violenza sessuale, che poi non sia "definitiva" com'è stato detto in tv l'altra sera, è chiaro: sono bambini talmente piccoli che c'è il rischio che muoiano, altrimenti. Umanamente, ripeto, spero che la verità venga a galla perché tutti questi bambini hanno il diritto di avere giustizia. Mio figlio ha 8 anni, e l'ho fatto valutare da due psicologi. Sembra non sia successo niente però il dubbio rimane comunque. Perché questa storia, volenti o nolenti, rimarrà attaccata a tutti.
L'OMERTÀ DELLA SCUOLA DAVANTI ALLA PEDOFILIA
Dal web, pubblicato il 5 ottobre 2007 8:24 0 Commenti
Articolo di Marcello D'Orta (maestro elementare e autore del libro "Io speriamo che me la cavo")
Un tempo quando uno scolaro delle elementari tornava a casa, la mamma gli andava incontro e gli chiedeva: "Com'è andata?" Ha insegnato qualcosa di nuovo il maestro? Di che cosa avete parlato?". Oggi che le attenzioni sessuali sui piccoli sono aumentate in misura preoccupante una mamma nel ricevere il figlio da scuola dovrebbe chiedergli: "Come si è comportato il maestro? Per caso ti ha toccato? Ha fatto strani discorsi?" e altre indagini psico-genitali. Evidentemente una mamma NON può porre simili domande, ma il mio consiglio è che assieme al profitto del figlio, un genitore vigili (per quanto può, s'intende) sulla condotta in classe dell'insegnante, perché ci sono più malati in cattedra di quanto si pensi (e di quanto i magistrati appurino), e dico questo forte della mia quasi ventennale esperienza didattica.
Giorni fa un Pm di Brescia ha chiesto per 6 maestri, un bidello e (perfino) un sacerdote 125 anni complessivi di carcere, di cui 20 a una sola maestra. Accusa: abusi sessuali su scolari in una scuola materna. Se dovessi stilare l'elenco dei professori indagati o condannati per atti di libidine su allievi, starei a parlare per mezz'ora: vi basti sapere che pur essendo l'elenco nutrito è lontanissimo dal rappresentare la realtà, perché in molte scuole la parola d'ordine è: acqua in bocca.
Alcuni anni fa l'Associazione giudici minorili rilevò che invece di essere una frontiera di prevenzione contro l'abuso, la scuola il più delle volte preferisce "garantire il posto agli insegnanti sospettati di pedofilia", mettere a tacere tutto per il buon nome della scuola. Per ben due volte un mio collega fu denunciato al direttore della scuola per atti di libidine verso le alunne (si era arrivati alla realtà tramite i diari delle bambine). L'insegnante era sposato con figli, e per non rovinargli la vita il preside si limita a reguardirlo. Il collega ci ricascò: ancora una volta fu perdonato; quindi essendo di nuovo recidivo, fu distaccato in segreteria. Uno studio citato dal centro torinese Hansel e Gretel, fece emergere che su cinque casi di insegnanti accusati di pedofilia (uno dei quali condannato) nessuno fu sospeso dall'incarico. Tutti i docenti furono trasferiti, cioè tutti i docenti furono rimessi in condizione di continuare a svolgere l'attività di pedofili in altre scuole.
Nessuno di noi vuole che si ripeta quanto accaduto a Edimburgo, dove un insegnante pedofilo è stato ucciso e fatto a pezzi: se una persona è malata va curata e aiutata, non divisa in pezzi. Però non facciamo sconti a chi tocca i bambini, il bene più prezioso della terra.
LA PEDOFILIA E INTERNET
Dal web, pubblicato il 5 ottobre 2007 7:45 0 Commenti
Quando si parla di pedofilia associata a internet, la maggior parte delle persone pensa immediatamente ai siti pedopornografici; questi, pur essendo presenti in abbondanza su internet, sono una realtà nascosta e con un target ben preciso. Tuttavia esiste un seconda pericolosa realtà, di cui molti ignorano l'esistenza: i siti pedofili "legali", quelli che cioè hanno la funzione di luogo virtuale di aggregazione e condivisione per pedofili, o ancora, quelli che hanno come fine primario l'attivismo.
La pericolosità di tali realtà consiste proprio nel tentativo di promuovere una coscienza collettiva favorevole alla pedofilia nel tentativo di farla diventare una forma di sessualità accettabile e meritevole di tutela. Il tipo di comunicazione che viene utilizzata è infatti spesso simile a quella impiegata dai movimenti per i diritti civili. Ad esempio, alcune associazioni pedofile hanno tentato di ottenere una qualche forma di legittimazione "agganciandosi" ai movimenti omosessuali che, particolarmente negli USA, hanno raggiunto una certa popolarità. Le intenzioni dei pedofili in realtà sono in parte state bloccate dal rifiuto di molte associazioni di Gay e Lesbiche, che, dopo anni di battaglie politiche e sociali hanno avuto il timore di venire nuovamente oscurate e criminalizzate proprio a causa del delicato argomento proposto dalle associazioni pedofile.
Uno dei siti di pedofili organizzati è quello del "Fronte di Liberazione dei Bambini", sicuramente uno dei più ambigui che si possono trovare in Internet, soprattutto per coloro che non sono avvezzi al linguaggio strumentale e manipolativo dei movimenti pedofili. Potrebbe infatti capitare di scambiarlo erroneamente per l'indirizzo di un'associazione che lotta per i diritti dei bambini e questo sembra essere proprio quello a cui mirano i creatori del sito. Chi vi accede per la prima volta noterà ad esempio subito l'immagine di un bambino: l'intenzione è quella di indurre il lettore a pensare immediatamente ad un qualcosa che deve essere protetto; viene proposto un tema di interesse generale per ottenere l'attenzione e la simpatia del navigatore. Spesso compaiono collegamenti ad argomenti o siti di provata serietà, ma ogni volta l'utilizzo è palesemente strumentale o a sfondo volutamente critico. Il sito è proposto in tre diverse versioni linguistiche (inglese, italiano e spagnolo) e si suddivide in 5 pagine relative ad altrettanti argomenti: diritti, libertà, educazione, sentimenti, links. Nella pagina relativa ai diritti dell'infanzia campeggia l'immagine di un bambino che si copre con una mano una guancia dopo aver ricevuto uno schiaffo e porge l'altra nel gesto di proteggersi; su di lui è posta la scritta "ora basta", al suo fianco la frase "è ora di liberare il bambino dal potere degli adulti!" Tra le diverse forme di abuso che vengono indicate è fornita la definizione di abuso sessuale inteso come ogni rapporto sessuale che provochi lesioni fisiche o che sia imposto al bambino non rispettando il suo diritto ad un libero consenso. È questa una espressione che merita di essere analizzata meglio, in quanto in essa è condensato il "credo" pedofilo e da essa partono critiche e difese nonché azioni e scritti dei diversi movimenti pro-pedofilia. In tale definizione i boylovers (boylover = pedofilo amante di bambini, girllover = amante di bambine, n.d.r.) focalizzano l'attenzione su due punti in particolare: le lesioni fisiche e il libero consenso. L'intenzione è quella di poter affermare che non c'è abuso se non vi sono lesioni fisiche; inoltre che non c'è abuso se il bambino è consenziente. Da questi presupposti discendono le ragioni su cui si battono le associazioni pedofile: in primis l'abbassare l'età del libero consenso. Proseguendo nell'osservazione di questo sito si scorge un'altra dichiarazione palesemente strumentale: "riconoscergli tutti i diritti dell'essere umano non per proteggerlo ma per liberarlo." È su questa affermazione che i pedofili puntano ancora una volta il dito: da parte degli adulti c'è "troppa voglia di proteggere i bambini", ma la protezione è qui intesa con accezione negativa: vengono criticate le associazioni che si propongono di tutelare i bambini, descrivendole come intenzionate, in realtà, a trattarli come animali in via di estinzione, a chiuderli in una gabbia dorata, etc.
Il linguaggio si caratterizza per la continua contrapposizione tra "loro" (gli adulti "normali" visti come cattivi) e "noi" (i pedofili visti come buoni); viene continuamente sottolineata l'esistenza di una società sessuofoba, omofoba, retriva. Lo scopo dello scritto è quello di convincere il lettore che il pedofilo non è pericoloso per il bambino (che invece "ama sinceramente") ma che anzi è sicuramente uno dei pochi adulti che ne ha veramente a cuore la felicità e la libertà interiore. Ecco il perché dell'uso strumentale di siti che lottano contro l'impiego dei bambini nelle guerre o in ogni altra forma di violenza o sfruttamento. In altre sezioni del sito in esame viene denigrata la società adulta (i genitori in particolare) e vengono esaltati i lati positivi del rapporto intimo con un "pedofilo", riportando testimonianze di bambini che hanno vissuto (o vivono) con naturalezza ed in modo assolutamente appagante i loro rapporti con uomini più grandi e le cui sofferenze derivano solo dalle proibizioni degli adulti. Le storie che vengono raccontate ed i personaggi sono spesso gli stessi per molti siti pedofili; è infatti abituale rinvenire gli stessi materiali e testimonianze in siti diversi.
Di notevole interesse per comprendere le motivazioni dei pedofili organizzati è il sito della NAMBLA (North America Men and Boy Love Association): si tratta della più nota ed importante associazione pedofila, con sedi a San Francisco e New York. Pur non fornendo forum o news, è comunque uno dei più importanti punti di raccordo tra i boylovers di tutto il mondo anche dal punto di vista legale. L'FBI considera la NAMBLA estremamente pericolosa per la potente organizzazione che ha costituito e i per messaggi che pubblicizza.
Un altro sito di particolare interesse è quello della Danish Pedophile Association, associazione pedofila con sede a Copenaghen. Il primo impatto è con lo sfondo della home page: un cielo azzurro costellato di nuvolette bianche con due faccine stilizzate sorridenti che riportano immediatamente all'immagine di un adulto ed un bambino il cui legame affettivo è sottolineato dalla presenza di alcuni cuoricini.
L'introduzione al sito è breve ma particolarmente chiara riguardo il suo contenuto; dopo aver rammentato che la DPA è un'organizzazione fondata nel 1985, che si occupa dei "diritti sessuali dei minori" viene chiarito lo scopo di questa associazione: "Il nostro punto di partenza è una concezione umanistica e razionale dei contatti affettivi e sessuali tra piccole e grandi persone, nel rispetto sia dell'identità del pedofilo, sia del bambino sessualmente attivo. Oltre al sostegno sociale nei confronti dei pedofili, il nostro lavoro consiste nel divulgare informazioni sulla pedofilia e sulla sessualità dei minori che possano colmare il pressoché totale vuoto di informazione attualmente esistente su questo tema, spesso purtroppo anche tra i cosiddetti "esperti". Chiunque se ne può sincerare visitando più a fondo questo sito."
Appare subito chiaro che nel sito vengono trattati argomenti relativi alla pedofilia in senso apologetico ed uno degli scopi dichiarati è quello di "informare correttamente" il lettore su una realtà poco nota ma molto fraintesa. Vengono pertanto fornite risposte "scientifiche" (o pretese tali) volte a mostrare la bontà del rapporto pedofilo e i vantaggi che ne derivano al bambino (sessualmente attivo), contrariamente a quanto i perbenisti moralisti e bacchettoni possano pensare. La prima evidente polemica è rivolta ad un'associazione di tutela dei minori com'è facilmente rilevabile dall'immagine del bambino "italiano" che saluta Telefono Arcobaleno (mostrando il dito medio), in risposta ad un articolo apparso su quel sito e intitolato "I bambini italiani hanno detto basta alla pedofilia".
Alcuni argomenti ritenuti di particolare interesse sono poi proposti in altrettanti collegamenti: "fatti e fandonie sulla pornografia infantile"; "salviamo i bambini da save the children"; "cosa dice la scienza?" ad uso di educatori genitori e terapeuti; "frequenza dell'orgasmo in bambini e adolescenti". Non mancano ovviamente le FAQ, ovvero le domande più frequenti (con le relative risposte) tra cui spiccano domande e spiegazioni su cosa sia la pedofilia; differenze con l'incesto; "provoca danni il sesso ai bambini?"; cosa accade in una relazione pedofila e cosa accade quando viene scoperta una relazione "illegale"; consigli su "come sopravvivere da pedofilo in una società ostile"; del perché i pedofili sono oggetto di "persecuzione" etc. goffi tentativi di spiegazioni scientifiche e sul perché in altre culture i rapporti sessuali "intergenerazionali" sono accettati; sunto della legge danese e una ricca (?) letteratura sull'argomento. Infine, nel sito si trovano anche notizie ed interviste ad hoc. Una di queste è l'intervista a David (riproposta anche in altri siti pedofili) un ragazzino di 16 anni che dall'età di 11 anni ha una relazione (sessuale dai 13 anni) con Christian di 37, significativamente intitolata "Mi capisce meglio di mia madre".
Nell'ambito di questa breve rassegna dei siti più rappresentativi nel campo della pedofilia organizzata, se ne incontra uno dal contenuto peculiare e di indubbio interesse: il sito di Paiderastia. Esso propone una serie di link relativi alla pederastia greca, un'intervista al Senatore Brongersma, un articolo interessante intitolato "Paiderastia is Not Pedophilia" etc, inoltre è possibile reperirvi il codice etico del boylover. Dalla lettura di questo singolare codice, sembra uscire "l'amico" ideale che ogni genitore vorrebbe per il proprio figlio. È anche interessante notare come sia responsabilità del "buon boylover" incoraggiare ed aiutare il ragazzo a sviluppare normali tendenze sessuali. Ma, ancora, egli lo deve appoggiare ed incitare a restare a scuola lontano dal crimine e fornirgli tutto l'aiuto possibile per la sua successiva carriera. Il boylover, inoltre, non deve adescare ragazzi sconosciuti per incontri sessuali perché ciò incoraggerebbe i ragazzi "a darsi da fare" o prostituirsi essi stessi. Questi proclami in realtà trovano esplicite contraddizioni in varie circostanze come ad esempio l'atteggiamento favorevole di molte organizzazioni di pedofili nei confronti della prostituzione minorile.
Fresh Petals è il sito di riferimento per i "girlslovers" ed è ricco di collegamenti ad altri siti simili (oltre un centinaio) con una massiccia presenza di siti giapponesi e, ora anche russi, dove le normative sono più permissive. La home page si presenta caratterizzata dall'immagine della "fanciulla ideale", e dà un avvertimento legale.
Ultimamente l'accesso a molti siti collegati, a contenuto più "esplicito" è regolamentato dal pagamento tramite carta di credito di una specie di quota - abbonamento. "PLEASE DONATE" è il titolo che compare nella home page dei siti che si vogliono aprire.
L'attività di ricerca attraverso la navigazione selettiva sui siti dei pedofili organizzati suggerisce alcune osservazioni:
- il linguaggio ed il modo strumentale con il quale vengono impostati e proposti gli argomenti è sottile ed attento, finalizzato ad indurre il lettore a non considerare la pedofilia come una perversione o come una deviazione della sessualità ma come un modo alternativo ma normale di "amare" i bambini;
- le argomentazioni proposte sembrano voler convincere chi legge che gli unici cui stanno realmente a cuore le sorti dei bambini (della loro vita sessuale = della loro felicità) siano proprio i pedofili quasi fossero gli unici depositari di una forma di amore "sublime", quasi di tipo iniziatico;
- per legittimare questa forma di "amore" alcuni siti propongono le solite analisi storico - sociali relative alla paiderastia, da essi proposta come espressione nobile e di alto valore morale di una cultura antica, all'interno della quale era tranquillamente accettata (si veda in merito l'articolo Abuse of boys in the ancient Greece and Rome);
- la sicurezza con cui vengono esposte le argomentazioni a favore e smentite quelle contro, è programmata per far riflettere sulla possibilità che l'azione antipedofilia si configuri come una sorta di crociata moralista un po' retrò, o di una "caccia alle streghe" magari con fini meno nobili di quelli dichiarati;
- non sempre i contenuti dei siti sono chiaramente "pedofili", ad esempio, molti sono i links che fanno capo a siti di associazioni "pedofile" o notoriamente tali, che mostrano gallerie di ritratti fotografici di bambini in situazioni quotidiane. Immagini rubate o tratte da cataloghi di vestiario per bambini, pubblicitarie o artistiche, ma mai pornografiche, anche se in alcune fotografie gli sguardi dei giovanissimi sono ammiccanti e vagamente allusivi;
- talvolta l'analisi dei siti pornografici di matrice pedofila evidenzia una sorta di "truffe" realizzate dai gestori per attirare navigatori con tendenze pedofile senza però rischiare di incappare nelle sanzioni legali; sono moltissimi infatti i siti pornografici che si richiamano a sesso con minorenni nei quali si pubblicizzano immagini di giovanissime che si rivelano poi ragazze maggiorenni.
SENTENZA PER I FATTI ALL'ASILO DI VIA CISALPINA
Pubblicato da Oreius, il 4 ottobre 2007 19:02 0 Commenti
Si è conclusa "all'italiana" la vicenda dell'asilo-lager di cui avevo parlato qualche giorno fa.
Le due maestre imputate hanno continuato a sostenere che si trattasse di "suggestioni", anche quando sono state mostrate le immagini che le hanno incastrate - quelle riprese dalla coraggiosa bidella che le ha denunciate.
La condanna, di 2 anni e mezzo, è stata annullata grazie all'indulto; resta solo un risarcimento di ottomila euro per i bambini molestati; spesa questa che andrà divisa tra il Comune di Milano e la cooperativa Nuova Assistenza di Novara, che aveva assunto le due maestre indagate.
E GLI ORCHI? LIBERI
Dal web, pubblicato il 3 ottobre 2007 18:31 0 Commenti
"Nel periodo indicato, su un totale di 443 pedofili accertati, addirittura il 67%, pari quindi a ben 299 abusanti, è rimasto in stato di libertà, con l’aggravante di continuare nella maggior parte dei casi a stare a contatto con i bambini".
Per leggere il testo completo: Associazione Prometeo (link diretto all'articolo)
RIGNANO: BOTTE DALLE BIDELLE, BIMBO ACCUSA 4 INDAGATI
Dal web, pubblicato il 3 ottobre 2007 18:14 0 Commenti
Nel giorno in cui la Procura di Tivoli incassa, probabilmente, la prima convincente deposizione di uno dei 19 bambini ritenuti sessualmente abusati a Rignano Flaminio, arriva la conferma che nuove denunce sono state presentate sui fatti che hanno preso spunto dalle accuse lanciate ad alcuni esponenti della scuola materna «Olga Rovere». A confermare, senza fare il numero, i nuovi esposti è stato il pm Marco Mansi al termine dell'audizione del terzo bambino ritenuto, da un'indagine psicologica, in grado di riferire sulla vicenda come testimone.
Le denunce presentate sarebbero quattro-cinque, risalgono allo scorso luglio ed il loro contenuto è ora al vaglio degli inquirenti. La conferma da parte di Mansi è arrivata al termine di un'audizione sotto forma di incidente probatorio, nel corso della quale il piccolo, di cinque anni e mezzo, parlando dei «giochi cattivi» che sarebbero avvenuti nel bagno dell'istituto scolastico, ha chiamato in causa le maestre Patrizia Del Meglio e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti ed il benzinaio cingalese Khelim De Silva. «Facevamo giochi bruttissimi - ha detto rispondendo alle domande del gip Elvira Tamburelli, del pm Mansi e dei legali di indagati e di parti civili - le bidelle mi picchiavano e i maschi venivano fatti salire sulle femmine». Tra i giochi citati quello della puntura sul pene, anche se, ha aggiunto, con i pantaloni alzati. Di tutte le deposizioni - ha detto Mansi - quella di oggi è «la più importante, perchè la più lucida».
(Fonte: Il Tempo)
È durata poco più di due ore l'audizione al tribunale di Tivoli, in sede di incidente probatorio, di uno dei bambini presunte vittime di abusi sessuali nella scuola di Rignano Flaminio.
Il bimbo, cinque anni e mezzo, avrebbe ribadito quanto già confidato prima ai genitori e poi alla psicologa nominata dal pm durante le indagini preliminari, e cioé i "giochi cattivi", le "punture sul pisellino e sul sedere", le bidelle che "mi picchiavano". E a richiesta avrebbe associato gli abusi a nomi ben precisi, quelli di quattro dei sette indagati: la "maestra Marisa" (Marisa Pucci), la "bidella Patrizia" (in realtà la maestra Patrizia Del Meglio), la "bidella Cristina" (Cristina Lunerti) e il "benzinaio Maurizio", "l'uomo nero" identificato dall'accusa nel benzinaio cingalese Kelum Weramuni De Silva.
Soddisfatta la difesa di parte civile: "Il bambino - riferisce Franco Merlino - ha confermato completamente i racconti fatti già altre tre volte, sempre uguali. È un anno che questi bambini dicono le stesse cose, e da parte dei periti viene esclusa nettamente l'induzione o la suggestione. Si ritiene che il bambino racconti il vissuto".
(Fonte: Repubblica)
I BAMBINI DI SAO PAULO
Pubblicato da Oreius, il 29 settembre 2007 8:52 0 Commenti

Nella foto sopra: São Paulo, Brasile - una bambina di strada si aggrappa al braccio di Gregory J. Smith, fondatore del CARF supplicando di essere portata via dalla disperazione della droga e della violenza che imperversano nelle strade. Scene come questa, e scene di bambini intenti a fumare crack o respirare colla per stordirsi, sono frequenti.
"La vita in questo mondo è pericolosa, non a causa di coloro che fanno il male, ma di quelli che guardano e lasciano fare" (Albert Einstein)
L'indirizzo del blog del CARF Brasile: http://carfwebnet.blogspot.com
FALSA MEMORIA: FALSI I BAMBINI O FALSI GLI ESPERTI ?
Pubblicato da Oreius, il 28 settembre 2007 10:22 2 Commenti
Di "falsa memoria" abbiamo già sentito parlare durante l'inchiesta sui presunti abusi nella scuola materna di Rignano Flaminio. Abbiamo familiarizzato con il termine "sindrome della falsa memoria", che ci dicevano essere la sola causa dei "fantasmi" rievocati dai bambini. Ci hanno raccontato che, addirittura, in questi casi "pezzi di falsa memoria" di un bambino vengono assunti da un altro e poi da un altro e un altro ancora, e così via, creando un enorme castello di bugie. Perché di bugie si tratta, o almeno così ci hanno assicurato.
Ma guardiamo un momento oltre confine per cercare di capire un po' meglio la situazione.
La prima cosa che scopriamo è che non siamo il solo Paese ad avere assistito alla nascita di fantomatici centri di documentazione creati con il solo scopo di manipolare l'opinione pubblica, armare le mani degli avvocati e in definitiva aiutare gli imputati di abusi su minori a farla franca.
Gli Stati Uniti sono, infatti, la culla del fantasioso quanto agguerrito movimento della falsa memoria. Lì esistono già da tempo organizzazioni a difesa degli imputati di abusi sessuali; create, manco a dirlo, da persone accusate di abusi sessuali. Falsi abusi, sostengono loro; accuse immaginarie, fantasie, dovute a "un'epidemia di sindrome della falsa memoria", a una "moderna caccia alle streghe". Proprio come nel nostro Paese.
Chi volesse approfondire troverà su http://www.feminista.com/archives/v1n9/false-memory.html una interessante dissertazione (in inglese) a firma di Juliette Cutler Page, nella quale l'editore capo del sito feminista.com analizza puntigliosamente "prove" e metodologie della più famosa di tali organizzazioni.
Diamo invece un'occhiata a un altro documento: http://www.section21.m6.net/res-falsemem.php
L'introduzione recita:
"Negli ultimi anni il movimento della "falsa memoria" si è manifestato principalmente come una presenza mediatica che mira a svalutare l'attendibilità delle testimonianze di chi ha subito abusi sessuali. Il suo messaggio di incredulità ha compromesso il processo di guarigione di molte vittime e posto ulteriori bambini a rischio aiutando i perpetratori a sfuggire alle loro responsabilità".
Prestate particolare attenzione al confronto in Tabella 1 tra il Disturbo Post-Traumatico da Stress (riconosciuto e descritto nel DSM-IV) e la fantomatica Sindrome della Falsa Memoria (mai riconosciuta né nel DSM né altrove, eppure onnipresente sulle labbra di avvocati e super-esperti). Scoprirete che i sintomi sono... GLI STESSI.
Cosa succede? Semplice: è naturale che chi ha subito abusi possa presentare disturbi post-traumatici da stress, così i soliti noti hanno pensato bene di assegnare a quei sintomi un nuovo significato e dargli un nuovo nome: sindrome della falsa memoria, per l'appunto.
Grazie a questo giochetto, i sintomi che la psichiatria riconosce come prova di un evento traumatico (l'abuso) sono magicamente diventati anche i segni inequivocabili che abbiamo davanti bambini bugiardi e genitori isterici, vittime e untori della nuova peste - della misteriosa sindrome che induce dei perditempo a raccontare sofferenze mai sperimentate e a sottoporsi volontariamente a un nuovo calvario.
E intanto ci consola sapere che la sindrome della falsa memoria ha dei solidi fondamenti scientifici. Beh, più o meno. Già, perché i criteri diagnostici della sindrome sono stati introdotti nel 1992 da due "esperti": un'insegnante e un matematico con un passato da alcolista, marito e moglie. La figlia Jennifer aveva raccontato davanti a loro di aver subito abusi sessuali incestuosi da parte del padre durante l'infanzia; fu proprio allora che i due ebbero la brillante idea di inventarsi la sindrome della falsa memoria. Ottenuto il silenzio della figlia, la coppia fondò poi un'organizzazione (la più nota e influente tra le tante del suo genere) per far conoscere al mondo la nuova "sindrome", sacro graal degli avvocati di pedofili e maniaci di mezzo mondo.
La loro organizzazione si avvale, tra l'altro, delle conoscenze di un autentico luminare, il dottor Ralph Underwager. Devo dire che ho trovato particolarmente... interessanti le sue teorie:
"I pedofili possono orgogliosamente e coraggiosamente affermare ciò che vogliono. Possono dire che ciò che vogliono ottenere è il modo migliore di amare . . . I pedofili possono sostenere con convinzione che la ricerca dell'intimità e dell'amore è ciò che essi hanno scelto. Con orgoglio possono affermare che questa è la volontà del Cielo."
Queste le parole del dottor Underwager durante un'intervista per una rivista olandese pro-pedofilia.
Vi assicuro che non si tratta di un lunatico isolato dal resto del mondo, anzi: Underwager è membro del Consiglio Nazionale Americano per i Diritti dei Bambini, della prestigiosa American Psychological Association (proprio quella che pubblica il DSM, le linee guida seguite dagli psichiatri per diagnosticare i disturbi mentali), dell'Accademia Luterana per la Scuola, della Società per lo Studio Scientifico del Sesso e di altre organizzazioni.
Lui e sua moglie, la dottoressa Hollida Wakefield, vengono convocati frequentemente come esperti in casi di abusi su minori e sono chiamati a insegnare presso giuristi, psicologi, ecc.
E poi dicono che ad essere in malafede sono i bambini.
MALTRATTAMENTI ALL'ASILO NIDO
Dal web, pubblicato il 27 settembre 2007 23:10 0 Commenti
(Dal blog http://massimilianofrassi.splinder.com)
"Quel micronido era un lager", "una struttura così brutta ed inadatta il Comune non avrebbe mai dovuto adibirla ad asilo": sono queste alcune delle frasi della dura requisitoria del pm Marco Ghezzi, che durante il processo svoltosi nel tribunale di Milano ha chiesto una condanna di 3 anni di reclusione per le due maestre (?) d'asilo accusate di aver maltrattato una mezza dozzina di bambini fra gli 8 ed i 13 mesi.
I piccoli venivano chiusi nello sgabuzzino, picchiati ed ingozzati con la forza (e "se vomitavano il cibo lo stesso veniva rimesso loro in bocca, minacciandoli").
Il fatto che le vittime fossero dei piccoli è, per il Pubblico Ministero, un'aggravante, "dato che non parlando, non avevano la possibilità di difendersi al momento né di raccontare ai genitori quello che erano costretti a subire".
Test chiave del processo una bidella che ha più volte ripreso le scene sopra riportate col videofonino.
In aula le due maestre hanno cercato di minimizzare: "sì l'ho chiuso nello sgabuzzino, ma solo perché stavo spostando un carrello e non volevo fargli male... sì l'ho colpito, ma era solo perché si stava ingozzando e non volevo che soffocasse con un boccone".
Tra un po' sentiremo anche le frasi, sì l'ho stuprato, ma era solo perché magari l'avrebbe fatto qualcuno altro meno delicatamente di me...
A tal riguardo il pm ha anche sottolineato che in aula le due maestre non hanno "nemmeno chiesto scusa".
La sentenza è attesa per il prossimo 28 settembre, quando le due maestre torneranno sul banco degli imputati. Il PM sottolinea che data "la gravità dei fatti la condanna è necessaria e diventa una questione di principio".
Già, perché anche se condannate, grazie all'indulto le due resteranno comunque libere. Liberissime.
RITALIN
Pubblicato da Oreius, il 26 settembre 2007 19:04 0 Commenti
Il video:
http://www.youtube.com/watch?v=ZWUQqo09NhM
Beppe Grillo parla del Ritalin, il farmaco a base anfetaminica usato all'estero come cura per i bambini "troppo vivaci" (ADHD).
Classificata tra le 20 droghe più pericolose e causa di danni per la salute, suicidi e morti improvvise tra i giovani pazienti, è stata riclassificata come psicofarmaco nel 2003 per decreto ministeriale (prima era tra gli stupefacenti) ed è ora utilizzata anche in Italia "grazie" all'interessamento dell'onorevole Livia Turco.
Informazioni più dettagliate e un video sugli effetti del Ritalin potete trovarli sui siti www.giulemanidaibambini.org e www.troviamoibambini.it
Qualche curiosità:
- Nel 2004 in alcune scuole d'Italia è partito un progetto chiamato "Prisma", sponsorizzato da istituti privati, per individuare bambini affetti da questa sindrome tramite questionari per gli insegnanti e le famiglie. Le domande poste (di cui parla anche Beppe Grillo nel video) riguardano comportamenti molto comuni: ai genitori viene, per esempio, chiesto se il figlio faccia errori di negligenza, se si dimeni sulla sulla sedia, se corra e si arrampichi o parli troppo, se si agiti o ascolti poco; bastano poche risposte affermative ed il genitore viene invitato ad una "visita più approfondita", che condurrà alla prescrizione della medicina.
- La Ciba-Geigy, ora inglobata nel colosso Novartis, produttore del Ritalin, si è trovata al centro di un mercato in rapida espansione. Nel 1974 una prescrizione da 100 pillole di Ritalin costava $12. Oggi costa $150. Solo per questo farmaco vengono fatte 6 milioni di prescrizioni a $150 l'una. Il che ammonta a $900 milioni di dollari all'anno e costituisce solo il mercato nazionale americano. Ci sono altri numerosi farmaci per l'ADHD, che portano dentro altri milioni di dollari, incluso Cylert, Dexedrine, Disipramine. (Dopo così tanti morti per malattie del fegato, il Cylert è stato finalmente vietato in Canada, ma non gli Stati Uniti) Come risultato di "studi" finanziati dalla Ciba-Geigy e con il patrocinio dell'APA è stato stimato che il 30% della popolazione infantile potrebbe "aver bisogno" della cura farmaceutica per questa nuova malattia appena scoperta miracolosamente. Il milione iniziale di bambini in "cura" con il Ritalin è stato solo l'inizio.
LA CASSAZIONE: ABUSI, I MINORI NON DICONO BUGIE
Dal web, pubblicato il 25 settembre 2007 20:28 0 Commenti
ROMA - I bambini piccoli non sanno mentire. E se dicono qualche bugia sono facilmente smascherabili. Per questo la loro testimonianza, sino a prova contraria, è attendibile. Nero su bianco, in 22 pagine, i giudici della Cassazione (terza sezione penale) hanno fissato un principio destinato a fare giurisprudenza in un momento in cui, sull'utilizzo dei bambini come testimoni di abusi sessuali, si accendono polemiche e scontri tra periti, avvocati e giudici. La suprema Corte era chiamata a pronunciarsi su un caso di abusi che due suore, di 60 e 74 anni, avrebbero compiuto tra 1999 e 2000 su otto bambini (età da 3 a 5 anni) dell'asilo di Cazzano Sant'Andrea, nella Bergamasca.
Era accaduto che una mamma avesse notato comportamenti strani del figlio e ne avesse parlato con altre madri, ma per un anno non era successo nulla. Sino a quando un altro bimbo, in preda a paure immotivate, interrogato dai genitori raccontò: "Le suore ci portano in una stanza buia, ci tolgono le mutandine e fanno con noi il gioco del coniglietto mentre il signor Giorno ci riprende con la telecamera".
Successivamente altri bambini, sempre interrogati dai genitori, aggiunsero particolari via via più scabrosi.
Suor Casta e suor Caterina, questi i nomi delle due religiose, in tribunale vennero riconosciute colpevoli e condannate a 9 anni e mezzo di carcere, solo sulla base dei racconti fatti dai bambini (non furono trovati riscontri, la stanza buia non fu identificata e il "signor Giorno" rimase sconosciuto). Difese dall'avvocato Guglielmo Gullotta, le suore fecero però ricorso e nel 2004 la Corte d'appello di Brescia le mandò assolte con una sentenza che ruotava essenzialmente intorno all'asserita inattendibilità dei piccoli testimoni: "I bambini di questa età sono facilmente influenzabili, tendono ad adeguarsi alle aspettative degli interroganti, si lasciano trasportare dalla fantasia, scambiano la fantasia con la realtà, facilmente sostituiscono nei loro ricordi personaggi fantastici con soggetti reali (sono nozioni di esperienza, che non richiedono particolari specializzazioni e nemmeno l'ausilio dei periti)".
"Affermazioni stravaganti", "vizi di logica", "fragilità discorsiva", "mere disquisizioni psico-sociologiche", scrivono ora di quella sentenza i giudici della Cassazione (presidente Guido De Maio) che il 23 maggio scorso l'hanno annullata, ritenendola priva di motivazione, con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia. Secondo la suprema Corte, in sostanza, non si possono fare affermazioni di quel tipo senza il supporto di fatti concreti o di studi scientifici. "Se la Corte di merito aveva forti dubbi e riserve sulla capacità a testimoniare di quei bambini, piuttosto che proclamare in termini apodittici la loro assoluta inaffidabilità, avrebbe potuto disporre di una perizia psicologica".
Poco più avanti, citando "la letteratura di un certo peso dottrinario", i giudici affermano che "non è agevole pensare a quei piccoli come a persone capaci di sofisticate bugie e fantasticherie, perché la regola è che a quell'età sono strutturalmente incapaci di occultare o riprodurre falsamente i fatti di quelle prime esperienze". E se anche dovessero scappare delle bugie, queste "sono senza malizia, grossolane, trasparenti, ma soprattutto fuggevoli e agevolmente smascherabili".
RIFLESSIONE IN VERSI
Dal web, pubblicato il 25 settembre 2007 18:39 0 Commenti
Dite:
"E’ faticoso frequentare bambini".
Avete ragione.
Poi aggiungete,
"Perché bisogna mettersi
al loro livello:
Abbassarsi, inchinarsi, curvarsi,
farsi piccoli".
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto
il fatto di essere obbligati
ad innalzarsi
fino all’altezza dei loro
sentimenti:
Tirarsi, allungarsi, alzarsi
sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
J. Korczak
I NUOVI EROI
Dal web, pubblicato il 24 settembre 2007 17:54 0 Commenti
(Dal blog http://massimilianofrassi.splinder.com)
Se interrogassimo i nostri figli su quali siano oggi i loro eroi, temo che andremmo a cozzare contro risposte anacronistiche e per nulla soddisfacenti. Anzi. Smascherato anche l'ultimo dei supereroi, disperso nel profondo west l'oramai obsoleto pistolero, oggi che ci piaccia sentircelo dire o meno i modelli di riferimento sono quanto di peggio il mercato possa offrire.
Modelle anoressiche al limite dell'invisibilità, bulli di periferia geneticamente modificati, assassini di oggi e terroristi di ieri dotati di una seconda verginità, vallette sgallettate incapaci di ballare, presentare, cantare o anche solo formulare frasi di senso compiuto, ricattatori mediatici o canzonettari tossici. Insomma, il peggio del peggio.
A causa della loro bulimica presenza questi esseri, oltre a diventare pericolosi esempi per i nostri figli, occupano lo spazio per chi eroe lo è davvero e meriterebbe per questo le copertine dei giornali come i cachet milionari.
Francesco, il nome è di fantasia, ha 13 anni. Per un anno si è addormentato sui banchi di scuola, sbeffeggiato dai compagni, valutato come lazzarone al massimo livello dai docenti. Note, rimproveri, brutti voti. Poi solo a fine anno scolastico, un docente lo prende in disparte e finalmente cerca di capire perché questo bimbo a scuola proprio non riesca a tenere gli occhi aperti.
E Francesco finalmente si racconta. Parlando di quelle notti passate a vegliare la sorellina, armato di un bastone, sveglio ed attento, senza un minimo cedimento, altrimenti lui, l'orco che l'anagrafe gli ha dato per padre, viene e l'abusa, li abusa, sessualmente. Il racconto permette al piccolo di far cessare un lunghissimo anno, fatto di paura, veglie, difese. Francesco ha capito, sulla sua pelle, che in questa società i bimbi abusati sono soli e soli devono imparare a difendersi da adulti abusanti o complici. Quando il piccolo chiede aiuto alla madre, raccontando quello che ai suoi figli sta capitando, la donna lo prende a schiaffi e gli ordina di tacere. Perché certe cose si sa, meglio farle che dirle.
A mio figlio insegnerò che i veri eroi sono fatti così. Soli, invisibili, per nulla invincibili, tutt'altro, ricchi di esperienza come di ferite. Non bevono whiskey al Roxy Bar né champagne al Billionaire, non sposano le veline né passano 20 ore al giorno in palestra o dal tatuatore.
Ma si prendono cura di loro come degli altri. E se cadranno, almeno potranno dire di averci provato a cambiare le cose. Per un mondo migliore.
I BAMBINI ABUSATI SONO CREDIBILI ?
Pubblicato da Oreius, il 23 settembre 2007 17:30 0 Commenti
Vi propongo un interessante documento sull'attendibilità dei bambini abusati e sui meccanismi che entrano in gioco in seguito ad abusi particolarmente gravi. La traduzione è mia, ma potete leggere questo ed altri documenti in lingua originale sul sito del Leadership Council http://www.leadershipcouncil.org
Bambini e adolescenti abusati da persone di cui questi hanno fiducia - da figure che hanno un ruolo d'autorità (genitori, insegnanti, ecc.) - mettono in atto una varietà di meccanismi psicologici di "sopravvivenza" al trauma. Un modo frequente di reagire all'orrore di un simile abuso è cercare di "spingerlo via" dalla coscienza - specialmente nei casi in cui l'adulto obbliga il minore al silenzio e l'abuso scatena paura e vergogna nel bambino.
Sebbene molti bambini riescano a ricordare l'abuso fin troppo bene, in alcuni casi particolarmente gravi il bambino può sviluppare un'amnesia dissociativa, ovvero dimenticare aspetti importanti di quel trauma. Questo meccanismo consente al bambino di continuare a vivere in modo relativamente normale. evitando nel contempo di elaborare le sensazioni troppo dolorose, dure da sopportare e causa di confusione. In alcuni casi, ricordi e sensazioni possono emergere tempo dopo.
Nel 1989, Frank Fitzpatrick, 38 anni, ricordò spontaneamente l'abuso da lui subito da parte di un sacerdote, quando aveva 12 anni ed era chierichetto. Fitzpatrick riuscì a trovare le prove di quell'abuso perché la locale diocesi (Massachusetts) era al corrente delle attività sospette del sacerdote e lo aveva mandato in cura. Inoltre, quando Fitzpatrick lo confrontò, il sacerdote ammise gli abusi perpetrati su di lui e su dozzine di altri bambini.
Per l'anno 1993, un gran numero di altre vittime parlarono e il sacerdote fu condannato per 41 casi di abusi sessuali su bambini. Quasi il 20% delle vittime del sacerdote avevano sperimentato amnesia dissociativa fino al momento in cui la pubblicità data al caso li aveva indotti a ricordare.
Il recupero ritardato dei ricordi traumatici come sperimentato dalle vittime di abusi da parte di sacerdoti, è noto da quasi 100 anni nel caso di combattenti veterani. Nel caso dei soldati, la società accetta il concetto di perdita di memoria senza troppe difficoltà. Ma nei casi di vittime di abusi sessuali la sua scoperta ha portato a un attacco ben organizzato orchestrato da alcuni degli accusati e dai loro sostenitori. Le loro affermazioni secondo cui il recupero dei ricordi di abuso non sarebbero nient'altro che "falsi ricordi" inculcati dagli psicologi ha reso la questione ancora più controversa.
Eppure, nonostante gli sforzi che alcuni professionisti del settore hanno compiuto per gettare ombre sull'argomento, oltre 68 studi hanno documentato la realtà del recupero ritardato di eventi traumatici. L'amnesia dissociativa è anche elencata nel Diagnostic and Statical Manual (DSM-IV), il manuale diagnostico utilizzato da tutti gli psicologi e psichiatri. Inoltre, la ricerca su adulti con un passato documentato di abusi in età infantile ha dimostrato che il ricordo accurato dei traumi dimenticati è possibile.
Nonostante 10 anni di intenso scrutinio, nessuna prova empirica è stata offerta per la "Sindrome della Falsa Memoria" come construtto diagnostico; né i suoi sintomi sono mai stati descritti o studiati in modo sistematico. Ne risulta che questa cosiddetta "sindrome" non è accettata come diagnosi valida da alcuna organizzazione professionale.
Sebbene la ricerca dimostri che le segnalazioni di falsi abusi non siano comuni, i diritti degli accusati e degli accusatori meritano una particolare considerazioni e protezione. Per questo motivo i giudici sono chiamati a decidere sulla questione della credibilità in questi casi. Al momento non esiste un modo completamente accurato per determinare la validità di un'accusa di abuso su minore senza una qualche forma di corroborazione esterna. Tale corroborazione può venire dalla confessione, dall'evidenza di altre vittime, e da altre informazioni di supporto come dati medici o scolastici.
LA PEDOFILIA FEMMINILE
Pubblicato da Oreius, il 22 settembre 2007 23:43 0 Commenti
Di solito la pedofilia viene considerata una questione di genere; i media, i tribunali e la maggior parte delle persone considerano gli abusi perpetrati da donne come dei "casi rari".
I (pochi) articoli in italiano sull'argomento affermano che sì, la pedofilia femminile esiste, ma non è frequente e le donne in questione sono descritte come vecchie e spesso malate di mente... il tutto corredato da vetusti dati statistici.
Per farsi un'idea dell'attendibilità di queste informazioni, basti pensare che gli stessi siti presentano ancora il vecchio stereotipo del pedofilo-tipo: maschio, anziano, magari violento - insomma, gli si legge in faccia che è "l'uomo nero"!
In realtà i casi di pedofilia femminile, pur essendo senz'altro di meno di quelli di pedofilia maschile, non sono affatto un numero trascurabile.
L'età o il genere c'entrano poco: esistono parecchi pedofili poco più che 20enni, alcuni appena maggiorenni. Sono anche noti casi di ragazzi e ragazze tra i 14 e i 17 anni che hanno abusato di bambini (es. babysitter).
Il pedofilo può essere maschio o femmina, single o sposato, giovane o vecchio, ateo o religioso, eterosessuale o omosessuale, estroverso o introverso, simpatico o detestabile... può essere chiunque.
In quanto alla pedofilia femminile, la canadese Linda Halliday-Sumner, consulente nei casi di abusi sessuali su minori, segnala che negli ultimi dieci anni si è verificato un enorme incremento dei casi di pedofilia femminile: nei 325 casi da lei seguiti, più di un centinaio erano dovuti ad abusi sessuali su minori da parte di una donna.
"Quando una vittima racconta l'abuso che ha subito", ha spiegato la consulente, "spesso viene liquidata o derisa come improbabile. Angelo del focolare e torta di mele, sapete; noi non facciamo quel genere di cose".
Se le testimonianze che potete leggere anche su queste pagine non dovessero bastare a convincervi che la pedofilia femminile esiste ed è più frequente di quanto si creda, provate a leggere il messaggio che segue. Si tratta della parte iniziale di un articolo scritto su sito americano per adolescenti da una ragazza 17enne di Puerto Rico, che nel firmarlo ha lasciato tanto di fotografia: "Io sono a favore della pedofilia. Tanti mi hanno offesa o si sono preoccupati per la mia confessione; sono stata chiamata con tanti nomignoli, da prostituta a perversa, a stupida liberale, a teenager "arrabbiata" che ha bisogno di "aiuto mentale". Ma io sto benissimo così".
Oppure provate a guardare il profilo criminale di Jan Kruska, un'attivista pedofila già nota per aver molestato un bambino 15 anni fa. Gestisce alcuni siti attraverso i quali attacca i genitori delle vittime, condanna le leggi contro i crimini a sfondo sessuale, e difende i condannati per stupro. È inoltre nota per essersi registrata su diversi siti per ragazzi, dove fingeva di essere un'adolescente.
È ora che la società cambi atteggiamento; non è ammissibile che un ragazzino di 12 anni abusato da una donna debba sentirsi rispondere che "è stato fortunato", che ora "è diventato uomo", e magari sentirsi fare pure i complimenti. Anziché chiederci se una mamma, una maestra potrebbe mai arrivare a tanto, chiediamoci: "Se il colpevole fosse un uomo, la penserei allo stesso modo?"
pedofilia: testimonianze
Dal web, pubblicato il 21 settembre 2007 18:38 0 Commenti
(Dal sito http://digilander.libero.it/sandokanto/doc_alfa.htm)
Non ho mai avuto il coraggio di confessarlo a nessuno.
Ho tenuto dentro di me, per più di trent'anni, il peso di una colpa che non avevo.
Quelli che oggi vengono chiamati pedofili, verso i quali tanta scienza e tanta cronaca riversa studi, risorse ed energie, un tempo si chiamavano "maniaci".
In famiglia sentivo i miei genitori spiegare a mia sorella – più grande di me – che doveva stare attenta ai "maniaci". Nella mia fantasia di bambino di 10 anni, immaginavo il "maniaco" come una specie di mutante sub-umano e, soprattutto, facilmente riconoscibile. Questo tipo di raccomandazioni erano rivolte a lei, in quanto femmina; la relativa cultura dei miei genitori non considerava possibile che ci fossero "maniaci" con preferenze omosessuali, per cui non hanno mai pensato o creduto possibile che anche io, in quanto maschio, avrei corso gli stessi rischi di mia sorella.
Invece accadde proprio questo, e mi ritrovai a subire le attenzioni di un uomo, durante la proiezione di un film per bambini in un cinemino di parrocchia di periferia. Non subii violenza sessuale, ma fui lungamente palpeggiato. Rimasi paralizzato e sconcertato, subendo passivamente fino a che, prima della fine della proiezione, l'uomo si alzo e scomparve in fretta. In tutti i casi, non avrei mai avuto il coraggio di guardarlo in faccia né di reagire in alcun modo.
Dopo qualche tempo, mentre passeggiavo con mia sorella nei pressi di casa in una domenica pomeriggio d'estate, venimmo adescati da un uomo che si accostò con la macchina e ci invitò a salire per andare a prendere un gelato. Aveva il membro fuori dai pantaloni, e si toccava. Quando vide lo spavento nei nostri occhi (oppure, più semplicemente, quando finì di masturbarsi), sgasò e sparì a tutta birra, lasciandoci sul bordo del marciapiede.
Quasi contemporaneamente, nello stesso periodo, scoprii che mentre giocavo sul balcone di casa, al quinto piano del palazzone di periferia in cui abitavo, un uomo, nel palazzo di fronte, scostava le tendine della finestra e si mostrava nudo, toccandosi. Non immaginavo neanche che osservasse me, noi o mia sorella; credevo l'avrebbe fatto comunque. Ma poi capii che le sue apparizioni non erano casuali, e coincidevano con le nostre uscite sul balcone. Finì quando smettemmo di giocare fuori.
Malgrado in molti casi fosse presente anche mia sorella, non riuscimmo mai ad essere complici nell'essere vittime comuni di tali soprusi, e ancora oggi esiste un "non detto" che pesa nella nostra relazione parentale.
Come ho detto, di tutto ciò non ho mai parlato ad alcuno, e la sofferenza e la vergogna che ho provato in passato sono ancora dentro di me, e aumentano a dismisura ogni volta che vengo a conoscenza di un bimbo o di una bimba che soffre dello stesso dolore.
Di fronte a ciò che è accaduto ai vostri bimbi, mi rendo conto che quello che è successo a me è infinite volte meno grave; ma so per certo che la sensibilità ferita di un bimbo produce lacerazioni profonde per le quali non basta un generico e superficiale intervento: c'è bisogno sì di un supporto psicologico, e di tanto, tanto amore; ma, soprattutto, FATE IN MODO CHE NON SI SENTANO MAI IN COLPA PER CIÒ CHE GLI È ACCADUTO!
Vi dico questo alla luce di una doppia sofferenza: quella di bambino che ha perso la propria innocenza in modo vile e innaturale, e quella di padre di un meraviglioso bambino di 9 anni che è la gioia della mia vita e mi ha insegnato a riappropriarmi della mia infanzia parzialmente perduta.
LARGO AI PROFESSIONISTI...
Dal web, pubblicato il 21 settembre 2007 7:26 0 Commenti
(Dal blog http://blog.libero.it/armoniadeisensi/)
Sono altre giornate in cui il paese di Rignano Flaminio riempie i giornali. Si sono affannati a riportare le dichiarazioni degli avvocati della difesa che tanto e tanto hanno detto. L'Avvocato Coppi, in sinergia lavorativa con l'Avvocato Borgogno, ha indicato la via dell'archiviazione del caso in base alla Legge Pecorella! L'Avvocato Naso invece si dice soddisfatto ma che ciò non avverrà in quanto è sempre più convinto che Giudici, PM, psicologi etc etc non hanno fatto altro che perseguitare i poveri accusati con una ricerca spasmodica di prove che, secondo lui, non ci sono né ci saranno mai!!!
Poi, lo stesso Naso, critica e denigra in TV il suo amico "Carletto" (così lo ha chiamato lui) riferendosi all'Avvocato Taormina (ma che è, un bambino?? Naso, lei confonde quali sono in realtà i bambini! Sono quelli che lei non cita mai a meno che dichiarali inattendibili). L'Avvocato Carlo Taormina lo querela, ed oggi Naso aspetta trepidante la consegna di questo atto. Se essere avvocati significa giocare in questo modo denigrando, insultando, querelando tutto e tutti... chiudete le Università di Giurisprudenza che è meglio per il futuro di tutti.
Ma non finisce qui: arrivano pure i giornalisti a sostituirsi sia ai Giudici che alle Psicologhe. Carlo Bonini, del giornale La Repubblica, riempie un'intera pagina con i verbali degli interrogatori fatti durante l'incidente probatorio alle prime due piccole bambine. Già successo, certo, ci sono certe scartoffie che vengono dimenticate ovunque sia nell'ufficio postale che nei tavoli dei Bar. Ma il bello è che questo signore diviene un giornalista-psichiatra in men che non si dica! Pubblica la trascrizione inframmezzata dai suoi commenti. Il giornalista-psichiatra si avventura in analisi accurate delle parole della bambina quando racconta che "al castello c'è andata ieri notte". Dice Bonini: "Se "ieri" è una risposta "impossibile", "ieri notte" lo è ancor di più, perché i bambini si vogliono abusati in pieno giorno, sottratti alle loro classi durante la giornata scolastica." Il neuropsichiatria infantile Bonini non sa che a cinque anni "ieri" è il passato, qualunque passato e la notte può anche essere una stanza buia, un ricordo buio, o solo un modo di dire. Bonini studi meglio il suo di mestiere e lasci agli altri il compito di analizzare le parole dei bambini. Lo ho detto ad una giornalista due giorni fa: voi non state con noi ogni momento, voi non sapete cosa viviamo nelle nostre case, con i nostri figli che piangono di giorno e di notte, che ricordano la scuola e poi vomitano; voi non saprete mai quanto la nostra anima è lacerata dal dolore e quanto vorremmo svegliarci domani per dire che è stato solo un incubo e che i nostri bambini cresceranno sereni!!!
SCARPETTE ROSSE
Pubblicato da Oreius, il 20 settembre 2007 13:09 0 Commenti
Dedicato ai revisionisti, ai negazionisti, a quanti sostengono che l'Olocausto sia soltanto una forma di propaganda strumentale agli interessi degli USA e di Israele stesso.

C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora
la marca di fabbrica Schulze Monaco
C'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette
infantili a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla e i bimbi li spogliavano
e li radevano prima di spingerli
nelle camere a gas
C'è un paio di scarpette rosse
per la domenica a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano
gli occhi bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono
C'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole
(Joyce Lussu)
PEDOFILIA: TESTIMONIANZE
Dal web, pubblicato il 20 settembre 2007 9:32 0 Commenti
I miei genitori, troppo intenti a litigare tra loro, mi lasciavano ogni giorno dalla vicina di casa..... una donna di 30 anni. Questa signora ha abusato sessualmente di me per anni...non usava la violenza fisica... lei lo definiva "il nostro gioco"... ma, se mi rifiutavo di giocare, minacciava di dire a mio padre che ero stata monella... ed io, per paura, continuavo a giocare a quel gioco che non capivo, ma che sapevo non mi piacesse...
Ho vissuto i primi dieci anni della mia vita in silenzio... in disparte... senza mai parlare... ho anche perso tutti i capelli... A casa mia nessuno si è accorto di nulla... al silenzio si diceva che ero una bambina timida, alla perdita dei capelli si diceva che ero magra e mi si faceva una cura ricostituente.
Gli abusi sessuali sono andati avanti per anni, ogni giorno... nessuno mi è mai venuto a salvare...
Non ho mai avuto il coraggio di dirlo a mio padre o ad altre persone...sia per la paura di non essere creduta e sia per il senso di colpa che mi portavo dentro...
A dieci anni sono entrata in una squadra di atletica e ho cominciato a viaggiare per tutta l'Italia, diventando campionessa nazionale di marcia. Questo mi ha portato via da quella casa degli orrori, da quella donna malata, da quel "gioco" perverso, dalla famiglia che non ho mai avuto e che non mi ha mai protetta...
Ho vissuto fino l'età di vent'anni senza ricordare nulla... ho avuto la cosiddetta "rimozione" totale dei primi dieci anni della mia vita.
Un giorno ho cominciato ad avere degli incubi, dei flash, delle scene nella mia testa...non riuscivo a distinguere la realtà dal sogno... Ho cominciato a ricordare frasi, odori, colori, sensazioni....
In poco tempo ho ricordato tutto nei minimi dettagli...
Ho vissuto tutta la vita con quel senso di sporco, di sbagliato, di colpa, di vergogna, di omertà che io ho imposto a me stessa... Ho vissuto male...
Ho impiegato tutta la vita per capire che io ero la vittima...che io non ero sporca...che io non avevo nessuna colpa...che io non potevo decidere, né oppormi... Ho capito realmente queste cose quando è nato mio nipote...quando, tenendolo tra le braccia, ho capito che i bambini sono indifesi, sono creature innocenti, angeli...i bambini non hanno mai colpa di nulla...
Ho impiegato tutta la vita per capire che il silenzio uccide...che non sono io a dover provare disagio e vergogna nel raccontare, nel parlare, nel denunciare ...
Ho raccontato la mia storia alle persone che amo e, oggi, ho deciso di raccontarla a voi perché voglio che il dolore e l'umiliazione e l'inferno che io ho vissuto possa servire a qualcuno...

