UN VIDEOGIOCO PER I PEDOFILI

Pubblicato da Oreius, il 3 settembre 2007 18:04   0 Commenti

Fino a poco tempo fa si divertivano a moddare (modificare) alcuni giochi di simulazione come l'arcinoto Sims 2, in modo da prevedere la possibilità di fare sesso virtuale con i bambini. Ora, i pedofili tornano alla carica con un videogioco tutto loro.

Nel gioco, un pedofilo arriva in una cittadina di montagna e non essendoci un granché da fare, deve escogitare un modo per divertirsi coi bambini del posto.
La sfida è nel trovare la giusta tecnica di approccio. Il giocatore-pedofilo comincia con lo specificare in che percentuale è "boylover" (pedofilo attratto dai bambini) o "girllover" (attratto dalle bambine).
Quindi si va a caccia di bambini per "divertirsi" con loro.
La tecnica di adescamento ottimale - spiegano le istruzioni - dovrebbe essere tale da riuscire a cambiare (in meglio) il modo di pensare di qualche persona del posto riguardo alla pedofilia.
Lo scopo del gioco è sedurre un bambino e abusarne. Meno tempo si impiega per farlo, maggiore è il punteggio.

Apologia della pedofilia quindi. Ma nonostante le segnalazioni e le denunce a Polizia Postale e Procure, questo "gioco" è tranquillamente disponibile online fin dal mese di luglio 2007 sul portale del segretario del partito pedofilo olandese - quello che predica l'amore (!) per i bambini, insieme alla "necessità" di liberalizzare la pedopornografia e le droghe, e di introdurre l'educazione sessuale fin dall'asilo.

Complici, come al solito, le compiacenti leggi olandesi (il server su cui il sito in questione è ospitato si trova, come molti altri siti pedofili, in Olanda) oltre alla quantità di servizi online che consentono di pubblicare anonimamente materiali scabrosi su internet.

IDENTIKIT DEL LUPO CATTIVO

Dal web, pubblicato il 30 agosto 2007 8:52   0 Commenti

(Riporto di seguito parte di una intervista apparsa alcuni anni fa sulla rivista Donna Moderna)

Il lupo cattivo è sempre a caccia di Cappuccetto rosso. Instancabile. Noi, però, tendiamo ad abbassare la guardia. Vorremo rimuovere la sua presenza, cancellarne l'orrore. E il pedofilo ne approfitta per agire indisturbato. Non ha le sembianze di una belva feroce, ma di un uomo tra i 30 e i 40 anni. È il signore della porta accanto, il padre di famiglia, lo zio, gentile e "amico" dei più piccoli.

Un ragazzo dall'apparenza per bene, come quel panettiere di 25 anni di Biella, che l'11 marzo scorso si è buttato dalla finestra quando i Carabinieri hanno scoperto i suoi gusti particolari. Si collegava a Internet per navigare in siti perversi. Nella stessa inchiesta sono coinvolte altre 1.160 persone. Una cifra enorme, che rivela una verità scomoda: la pedofilia è un mondo diffuso e nascosto, che vive di ricatti e omertà, alimentato da organizzazioni criminali.

Proprio per rompere il muro del silenzio è stato istituito il numero verde 114, una specie di pronto soccorso per l'infanzia, a cui chiedere aiuto e denunciare gli abusi. Ma quanto è grande la schiera di lupi cattivi? Per approfondire questo tema, Donna Moderna ha riunito attorno a un tavolo alcuni tra i maggiori esperti di abusi sessuali sull'infanzia. (..)

Donna Moderna: «Conoscente o familiare, qual è la personalità di un pedofilo? È un malato o un criminale?».
C. Foti: «Entrambe le cose. Esistono i pedofili in senso stretto, cioè adulti che non riescono a eccitarsi con un uomo o una donna della loro età, ma hanno bisogno di un bambino. Poi c'è una schiera, molto più vasta, di violentatori che possono passare tranquillamente dalla propria moglie a un minorenne. Tra questi ci sono i padri, i nonni, i cugini, gli zii, gli amici di famiglia. Più quelli (e sono milioni ogni anno) che dall'Europa vanno all'estero in cerca di ragazzini. Gli italiani sono i più numerosi, dopo i tedeschi».

F. Di Noto: «Esistono due tipi di pedofili. Ci sono i voyeur, quelli che si limitano a navigare su Internet nei siti pedopornografici. .. Sono migliaia, in Italia. Rappresentano un business d'oro per le organizzazioni criminali, con un giro d'affari di 12 miliardi di euro l'anno. Polizia e associazioni hanno già scoperto 70.000 siti».

Donna Moderna: «E gli altri?».
F. Di Noto: «Sono i cosiddetti sex offender, gli abusatori. Per fortuna sono una minoranza: solo il dieci per cento dei pedofili on line passa alla violenza concreta».

Donna Moderna: «Chi sono i bimbi che appaiono nelle immagini su Internet?».
M. Strano: «Quasi tutti vengono dal Terzo mondo o dai Paesi dell'Est. Ma alcuni sono italiani. Non ci crederete, ma non sono stati costretti con la forza».

Donna Moderna: «Scherza? E come fanno i pedofili a convincerli?».
M.R. Parsi: «Come il lupo cattivo: li ascoltano, condividono le loro emozioni, al contrario di tanti genitori. Sono attenti osservatori, studiano i piccoli e le loro famiglie. Quasi sempre colmano la solitudine di un bambino».
M. Strano: «L'amicizia di un adulto li lusinga, i pedofili sono abili, suadenti. Abbiamo scoperto ragazzini che si facevano fotografare in pose oscene in cambio di un videogioco».

Donna Moderna: «Di fronte a questa fotografia della realtà, un genitore che cosa può fare?».
M.R. Parsi: «Dare un'educazione sessuale e sentimentale equilibrata ai bambini. E parlare loro della pedofilia».
C. Foti: «Spiegare che il pedofilo non si presenta come un mostro, ma come una persona normale».
E. Di Rienzo: «Ci vorrebbero degli esperti, dovrebbero aiutare gli insegnanti a riconoscere i segnali di un abuso infantile, offrire loro un sostegno quando hanno dei sospetti. Non possono essere lasciati soli».

LA FOLLA INDECENTE NELLA CASA DEGLI ORRORI

Dal web, pubblicato il 24 agosto 2007 16:38   0 Commenti

L'orrore è arrivato dopo. E' arrivato domenica scorsa quando una folla allegramente festiva, di uomini, di donne, di coppie, di famiglie, di ragazzi, di ragazze si è riversata nella corte della mattanza di Erba la cui cancellata, in assenza di ogni controllo era stata aperta ai "visitatori". C'è la ragazza che, attaccata al cellulare, chiama le amiche che stan facendo la 'vasca' in centro: "Sbrigatevi, vi dico che hanno aperto, si vede tutto, anche il passeggino di Youssef, è una figata".

Ci sono due distinti signori venuti dalla vicina Desio che, come racconta Marco Imarisio nella sua splendida e atroce cronaca sul Corriere, si guardano attorno rapiti: "Siamo fortunati. Non ci speravamo, ma è andata bene. Sarebbe stato un peccato essere venuti da Desio per niente". Un altro, col cellulare, chiama un amico o un'amica: "Vieni nella casa dell'orrore. E' troppo bello". C'è suor Domitilla che, appoggiata al tetto di una macchina, fa da guida a un gruppetto: "Dunque quello è il garage di Olindo, quindi, la stanza di sopra deve essere la cucina di Raffaella. Così si capisce tutto..."

Ma c'è anche una ragazza che ha attaccato all'ingresso della corte un biglietto "per l'angelo Youssef volato in cielo". E' la stessa che grida "stronza, puttana" a una signora, coinquilina del Romano e dei Castagna, Claudia si chiama, che è scesa di casa per pregare la gente di andare via. Gli altri, attorno, approvano, inviperiti con chi vuole privarli di questo spettacolino fuori ordinanza. Chi è quella folla indecente ? Siamo noi. E' la stessa folla che, solo un pò più imboscata, ha guardato Matrix, dove veniva esibito Azouz Marzouk, il padre del piccolo Youssef, regalando alla trasmissione di Enrico Mentana uno share del 53%, il più alto della sua storia e forse di tutti i tempi.

E' la stessa folla che appena accade una tragedia, come quella del piccolo Tommaso Onofri, si precipita in massa a portare fiori, bigliettini strappalacrime, si fa intervistare dalle Tv scatenate ("è come se fosse morto mio figlio"), ma che cova in cuore gli stessi oscuri sentimenti degli uomini, delle donne, delle coppie, delle famigliole, dei ragazzi, delle ragazze che facevano ressa nella corte di Erba e che i carabinieri han fatto fatica a disperdere. La folla che si commuove per la propria commozione. Che vuole sentirsi buona, monda, pura, tanto diversa dagli Olindo e dalle Rosa Romano. E invece è uguale. Anzi peggio. Perchè non ha nemmeno quel bestiale coraggio.

La sua ferocia è tutta nascosta. Il suo marciume è mascherato. E' la folla che porta fiori e bigliettini svenevoli, che invoca la forca per gli assassini, ma che quando una ragazza viene stuprata nel pieno centro di una città gira la testa dall'altra parte e fa finta di nulla. E' una folla di voyeurs, morbosi e vigliacchi, che credono di essere perbene e hanno il cuore nero come la pece. Che se appena potessero, se fossero sicuri di non essere scoperti, se ne avessero il coraggio e la forza, farebbero più o meno le stesse cose che han fatto Olindo e Rosa Romano che del resto, prima di palesarsi, erano esattamente come loro, dei bravi, buoni, onesti cittadini italiani.

E' la gente normale, che usa il cellulare, che guida la macchina, che guarda la Tv, che ha il compact, il Cd, il Dvd, che "chatta" su Internet, che scrive nei blog, che spende lacrimucce per le telenovela e le soap opera. Siamo noi. Negli anni Cinquanta, quando ero ragazzo, non eravamo così. Non eravamo un popolo di schifosi guardoni. Di gente che si commuove a comando se c'è l' 'evento'. Eravamo più sobri. Più pudichi. I sentimenti ce li tenevamo per noi. E le rare volte che li manifestavano, vergognandocene un poco, erano sinceri.

E' stato il benessere a ridurci in questo stato? Non lo so. Vedo solo ciò che siamo diventati: orribili. Ma probabilmente il fenomeno non è specificamente italiano. Riguarda tutte le società cosiddette sviluppate. E forse aveva ragione Eraclito, il più profondo dei pensatori greci, quando affermava che il genere umano, nel suo progredire, non è destinato a migliorare, ma a peggiorare costantemente.

(Massimo Fini)

DISABILE ADESCAVA BIMBI: ARRESTATO

Dal web, pubblicato il 23 agosto 2007 8:07   0 Commenti

(ANSA) PALERMO - Un disabile palermitano di 40 anni è ai domiciliari con l'accusa di abusi su 3 bimbi, due dei quali hanno meno di 10 anni e l'altro 11. L'esca per attirare i piccoli era una Playstation, messa a disposizione dall'uomo, un vicino di casa dei ragazzini. Una volta nell'appartamento, i tre erano costretti dal disabile a vedere film porno e poi a subire atti sessuali. I bambini per circa tre mesi avevano taciuto le violenze, poi ne avevano parlato con i genitori.

MINACCE ALL'ASSOCIAZIONE ANTI-PEDOFILIA

Dal web, pubblicato il 20 agosto 2007 13:40   0 Commenti

È stata ritrovata, negli uffici della sede romana de "La Caramella Buona" onlus, l'ennesima lettera anonima intimidatoria indirizzata al Presidente dell'Associazione Roberto Mirabile, che il 14 giugno ha presentato ai Carabinieri una denuncia-querela contro ignoti e ha avuto un incontro riservato al Ministero dell'Interno.
"Non vi basta Rignano Flaminio per capire che dovete smetterla con la storia contro i pedofili?", si legge nelle missiva, "Siete contro tutto e contro l'amore per i bambini che amano avere il nostro affetto premuroso ora basta state rompendo capito? Noi siamo vicini e questo è un altro avvertimento per Mirabile non ti basta ancora? Siamo vicini". Sette righe dattiloscritte in maiuscolo senza punteggiatura e il bigliettino da visita del Presidente con una croce sul suo nome e cognome: è questo il contenuto della busta postale, affrancata e spedita da Roma Fiumicino, poi rinvenuta nella cassetta delle lettere dell'Associazione.
"Le minacce si sono accentuate dopo che abbiamo avuto visibilità per la nostra costituzione di parte civile nei processi penali passati e in atto", spiega Roberto Mirabile che, dopo aver ricevuto telefonate minatorie e una busta contenente un proiettile, ha deciso di rendere nota la cosa.
"Questi episodi si stanno intensificando - commenta Mirabile - la rete criminale dei pedofili si è incattivita a seguito dei fatti di cronaca di questi ultimi mesi. Deve per forza esistere un piano superiore internazionale che vuole far passare la pedofilia come cosa "normale". Lo dimostrano il partito dei pedofili in Olanda e la giornata dell'orgoglio pedofilo".